domenica 5 febbraio 2012
Category: Pensiero della settimana
Posted by: francesco
Un giorno e una sera per pensare all’uomo, una notte e un’alba per pensare a Dio. E poi la vita si diramerà verso altri villaggi, verso un altrove di dolori e di attese. Questa sembra in sintesi la giornata di Gesù. La suocera di Simone era a letto con la febbre. Miracolo poco vistoso, dove Gesù neppure parla ma parlano i suoi gesti. Primo culto a Dio e all’uomo, primo servizio: l’ascolto. Lo Shema, cioè la preghiera quotidiana d’Israele, diceva: “Ascolta, Israele …” Gesù si avvicinò. Va verso il dolore, non lo evita. E la prese per mano. La mano nella mano è forza trasmessa a chi è stanco, fiducia di ogni figlio verso il padre, desiderio di calore. Prende la nostra mano chi ha amore verso di noi, la stringe forte chi ha cuore per noi. Gesù guarisce per la vita. Egli si immerge nelle povertà e sofferenze delle persone del suo tempo. E in questa “immersione” nella concretezza della vita, Gesù coinvolge anche i suoi discepoli che gli portano le sofferenze e fanno da portavoce. Ogni tanto Gesù si sottrae da questa folla in cerca di guarigione per la preghiera. Come uomo (quindi anche come noi…) Gesù ha bisogno ogni tanto di ritrovare le motivazioni profonde della sua azione. E’ tra la gente per iniziare un modo nuovo di vivere la vita e le relazioni. Saranno i suoi discepoli dopo di lui, e quindi anche noi oggi, a continuare il suo stile di vita. Come Gesù siamo chiamati a non chiuderci nei nostri mondi dorati, ma a toccare la vita concreta degli altri, specialmente di chi soffre e di chi ha bisogno di esser ascoltato e rialzato. Tutti cercano Gesù … Tutti cercano un aiuto, una consolazione della sofferenza, una parola di speranza nel dolore e una mano concreta nella povertà … Tutti cercano Gesù. Quindi tutti cercano noi … se siamo veramente suoi discepoli.