domenica 29 gennaio 2012
Category: Pensiero della settimana
Posted by: francesco
Cosa avrà mai insegnato Gesù da suscitare tanto stupore? In fondo ciò che insegnava era quello che insegniamo noi: ciò che troviamo nei vangeli, negli Atti degli apostoli, e nelle Lettere degli apostoli. Come mai oggi questo insegnamento non provoca più stupore, ma spesso il contrario, cioè una sensazione di cose risapute e sorpassate? L’unica spiegazione, anche se è difficile accettarla, è che per noi l’insegnamento di Gesù è diventato quello che per gli scribi erano la Legge e i Profeti: libri da spiegare, da commentare, da imparare e sui quali cavillare ma mai giocare la propria vita, mai impegnarsi veramente. Un qualunquismo imperante si è impadronito di noi al punto che non abbiamo più voglia di annunciare, di denunciare, di dire la verità di fronte alle ingiustizie, di parlare chiaro laddove nessuno parla chiaro. Tant'è, nulla cambia: chi ha i soldi ha sempre comandato, comanda, e sempre comanderà. E allora rimaniamo assuefatti a questo modo di essere, di vivere e di fare, e non ci importa più nulla di parlare chiaro, magari in nome di Dio, per mostrare un modello differente. C’è una forte nostalgia di profeti veri, di uomini forti e profetici che dicano chiare le cose di Dio. Ce ne sono pochi, quasi sono scomparsi, in questo mondo appiattito. Il profeta è colui che parla le parole di Dio, non le sue, è colui che annuncia una salvezza che non è la sua, una giustizia che non è la sua, una vittoria che non è la sua. Verrebbe da pensare che se l'Antico Testamento era tempo di profeti, come mai oggi siamo tutti più poveri di valori e di uomini veri di allora? La risposta a mio parere è in ciascuno di noi … su come vive il Vangelo!