domenica 11 novembre 2007
Category: Pensiero della settimana
Posted by: parrocchia
In quel tempo si avvicinarono alcuni sadducèi, i quali negano che vi sia la risurrezione, e posero a Gesù questa domanda: “Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno i muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie”. Gesù rispose: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui”.
Più si ama, più si desidera l'eternità dell'altro: questa frase sintetizza il vangelo di oggi ma soprattutto l’amore di Dio per noi; Dio amandoci ci fa risorgere ed eterni. Aiutare a risorgere è uno di quei ministeri sempre più urgenti nell'attuale contesto storico. Aiutare a risorgere significa servire l'uomo nel saper ritrovare senso e motivo dell'esistere, rimetterlo in piedi , aiutarlo a vivere la propria personalità come dono di sé all’umanità. Ogni volta invece che siamo soli o ci sentiamo soli nel credere, nell'amare, nello scegliere, nel vivere le varie relazioni umane e spirituali, siamo come la vedova del Vangelo. L’uomo ha bisogno di dare continuità a sé e alla sua operosità. Si pensi all'amicizia tra due sposi, segnata da reciproca stima e sostegno vicendevole, che si parlano cuore a cuore e si lasciano aiutare senza remore nell’essere papà e mamma nella fede oltre che nel corpo. È su questa terra e su questo tipo di relazione che siamo o meno "giudicati degni dell'altro mondo" partendo dalle scelte compiute ogni giorno. Da questa convinzione si comprende il versetto del credo sulla risurrezione della carne cioè del proprio corpo, perché è con il corpo che si stringono legami con le persone e con Cristo. Solo così si riuscirà a vedere e vivere in una diversa prospettiva le singole vicende umane quotidiane, dalle più belle a quelle più tristi e cariche di dolore. Per vivere bene ( = da Dio) bisogna che la vita degli altri ci sia più cara della nostra! Amare la vita dei figli più della propria costituisce la possibilità del dono di sé. Ecco il mistero della croce ed ecco perché Dio ci vuole risorti con Lui.
Narrarsi la fede in famiglia con l’aiuto dei catechismi dei figli
La disputa fra Gesù e i Sadducei desta la coscienza che ogni cristiano ha del proprio futuro: la morte è una tappa della vita e non il suo termine. Dopo la morte la vita continua in una nuova relazione con Dio. Ai Sadducei tutto ciò pareva stolto, tanto da mettere Gesù alla prova.. Le parole essere figli di Dio e figli di risurrezione, che Gesù usa, significano partecipare con tutta la nostra vita, spirituale e corporale, alla sua sequela. Sapere che in Gesù risorgeremo con tutto il nostro corpo domanda di impegnare la nostra vita per renderla come quella di Gesù. Separare vita quotidiana e fede è dire con i fatti di non essere credenti. Dire sono credente e non praticante significa fare solo teoria perché non esiste un credente che non operi secondo la propria fede.
Lasciate che i bambini vengano a me pag 112-113 Io sono con voi pag. 28-29
Venite con me pag. 179-181 Sarete miei testimoni pag 70-71
Più si ama, più si desidera l'eternità dell'altro: questa frase sintetizza il vangelo di oggi ma soprattutto l’amore di Dio per noi; Dio amandoci ci fa risorgere ed eterni. Aiutare a risorgere è uno di quei ministeri sempre più urgenti nell'attuale contesto storico. Aiutare a risorgere significa servire l'uomo nel saper ritrovare senso e motivo dell'esistere, rimetterlo in piedi , aiutarlo a vivere la propria personalità come dono di sé all’umanità. Ogni volta invece che siamo soli o ci sentiamo soli nel credere, nell'amare, nello scegliere, nel vivere le varie relazioni umane e spirituali, siamo come la vedova del Vangelo. L’uomo ha bisogno di dare continuità a sé e alla sua operosità. Si pensi all'amicizia tra due sposi, segnata da reciproca stima e sostegno vicendevole, che si parlano cuore a cuore e si lasciano aiutare senza remore nell’essere papà e mamma nella fede oltre che nel corpo. È su questa terra e su questo tipo di relazione che siamo o meno "giudicati degni dell'altro mondo" partendo dalle scelte compiute ogni giorno. Da questa convinzione si comprende il versetto del credo sulla risurrezione della carne cioè del proprio corpo, perché è con il corpo che si stringono legami con le persone e con Cristo. Solo così si riuscirà a vedere e vivere in una diversa prospettiva le singole vicende umane quotidiane, dalle più belle a quelle più tristi e cariche di dolore. Per vivere bene ( = da Dio) bisogna che la vita degli altri ci sia più cara della nostra! Amare la vita dei figli più della propria costituisce la possibilità del dono di sé. Ecco il mistero della croce ed ecco perché Dio ci vuole risorti con Lui.
Narrarsi la fede in famiglia con l’aiuto dei catechismi dei figli
La disputa fra Gesù e i Sadducei desta la coscienza che ogni cristiano ha del proprio futuro: la morte è una tappa della vita e non il suo termine. Dopo la morte la vita continua in una nuova relazione con Dio. Ai Sadducei tutto ciò pareva stolto, tanto da mettere Gesù alla prova.. Le parole essere figli di Dio e figli di risurrezione, che Gesù usa, significano partecipare con tutta la nostra vita, spirituale e corporale, alla sua sequela. Sapere che in Gesù risorgeremo con tutto il nostro corpo domanda di impegnare la nostra vita per renderla come quella di Gesù. Separare vita quotidiana e fede è dire con i fatti di non essere credenti. Dire sono credente e non praticante significa fare solo teoria perché non esiste un credente che non operi secondo la propria fede.
Lasciate che i bambini vengano a me pag 112-113 Io sono con voi pag. 28-29
Venite con me pag. 179-181 Sarete miei testimoni pag 70-71