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domenica 19 ottobre 2008


Category: Pensiero della settimana
Posted by: parrocchia
Probabilmente tutti gestiamo forme di potere; anzi è mancata assunzione di responsabilità vivere alcuni ruoli di fatto dismettendoli o senza esercitarli nella loro pienezza. Pensiamo a quei genitori che vogliono fare gli amici dei figli; hanno già dato le loro dimissioni educative come genitori, rinunciando ad essere autorità che fa crescere. Ma pensiamo anche ad altri ambienti (scuola, economia, politica, ecc), si fanno scelte populiste che fanno aumentare il consenso ma non elaborano decisioni pur difficili in ordine ad una crescita o al bene comune. L'autorità dovrebbe essere la scelta di un popolo per arrivare a tutte le genti quindi l'elezione non è mai un titolo di merito. Ma quando entrano logiche di parte si tende a scombinare per interessi particolari e non di tutti. L'autorità ha solo il colore dell'accoglienza e del servizio; l'autorità che si fa servizio vive il Signore anche senza conoscerlo perché capace di vivere quella libertà che Dio pone come orizzonte interpretativo dei suoi comandamenti: Fuori di me non c'è dio (Is 45,5) Coloro che riescono a mantenere il cuore staccato dalle varie divinità alle quali sacrifichiamo tutto di noi ( lavoro, sport, riposo, ecc.... vissuto come alternativa alla fede) sanno mettersi sulla linea salvifica di Dio anche da non credenti. Solo così comprendiamo la risposta di Gesù sul pagamento o meno delle tasse a Cesare. Egli chiede: "Questa immagine ed iscrizione di chi sono?" Sappiamo che è quella di Cesare, appellato con il titolo di "divino"; questo titolo è oggi ( e non solo oggi) molto di moda per etichettare sportivi, divi, attori, ecc, per questo ben censurato da Gesù: "Rendete a Cesare quello che è suo e a Dio quello che è di Dio". Solo Dio è Dio, gli altri sono caricature pericolose che divinizzando se stessi sacralizzano il loro potere e giustificano tutto ( è l'unico giorno libero... devo riposarmi, ecc) togliendo il tempo che è per Dio e per la comunità...). Anche la Chiesa avverte: " Ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca appieno". (Is 45,4) cioè non ha fine il suo insegnamento per dare a Dio e a Cesare ciò che aspetta a ciascuno di loro

Orario S.Messe: (orario invernale)

Domenica e Festivi: ore 8:00, 10:00, ore 18:80 (Camisino)
Lun: ore 15:00 (alternativamente a S.Donato e a S.Rita)
Lun,Mer ore 18:00
Mar ore 9:00
Gio ore 20:30 (Cimitero)
Ven ore 9:00 (Camisino)
Sab ore 16:00 (casa di Riposo), 18:30 (prefestiva)

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