domenica 28 settembre 2008
Category: Pensiero della settimana
Posted by: parrocchia
Gesù non perde occasione di metterci di domenica in domenica davanti a delle parabole che ci costringono a deporre le nostre maschere e a cercare la verità della nostra fede, purtroppo noi non abbiamo "mai" tempo (anzi voglia) per leggerle. Il testo è geniale: Gesù racconta la parabola, la fa commentare ai diretti interessati e poi la spiega per far capire che si stava parlando proprio di loro. Le parole di Gesù mirano a mettere a nudo quelli che credono di essere giusti e si sentono già a posto. Il vero cieco è chi crede di vedere, il vero peccatore è chi si crede giusto. Uno dei figli dice prontamente "Sì!" e fa una bella figura, ma poi non fa niente. L'altro dice "No" e tutti si stupiscono, ma poi si rimbocca le maniche e fa la volontà del Padre. Questo ci fa capire che è il fare ad essere decisivo, mentre il dire resta comunque sempre ambiguo. Il ricredersi, il ritornare sui propri passi, dire con sincerità il proprio peccato e poi rimboccarsi le maniche per ripartire fa pure intuire il percorso di conversione e di pentimento del figlio che fa la volontà del Padre. Ci dice che la nostra vita non è chiusa dopo un errore; che anche una caduta può essere importante per rialzarsi e cambiare strada; perché puoi, anzi devi cercare sempre la vita nuova. Forse è per questo che le prostitute e i pubblicani sorpasseranno gli scribi e i farisei e quindi anche noi... I primi si sono lasciati amare da Gesù e hanno visto il loro peccato. Gli altri (...noi?), certi di essere i primi della classe, erano convinti di vedere gli angeli, di essere già in paradiso e quindi perfetti. In realtà, non hanno visto niente, nemmeno la cosa più ingombrante: la loro presunzione!