domenica 7 settembre 2008
Category: Pensiero della settimana
Posted by: parrocchia
C’era un tempo in cui le mamme, oggi nonne, non lasciavano mai sfuggire un tratto sbagliato della vita dei figli. Sapevano, nel loro grande amore, che era un voler loro bene e che, se non correggevano a tempo debito, si rischiava che il male diventasse una triste abitudine di vita. Oggi purtroppo questo impegno è scomparso nella maggioranza delle giovani famiglie, con i frutti che tutti vediamo...È diventata una moda quella di ‘criticare’, fermandosi ad una visione superficiale su chi ci sta vicino o ‘ci passa’ vicino. Difficile trovare chi vede il bene o con carità ci aiuta a uscire dal male, con il dono umile dell’ammonizione, che non deve mai essere e neppure apparire quasi una superiorità, ma solo desiderio profondo di bene. “In un mondo che va perdendo la capacità di amare - affermava Paolo VI agli inizi del ’60 - man mano che perde la capacità di conoscere Dio, e facendo dell’uomo centro supremo del suo pensiero e della sua attività, divinizza se stesso, spegne la luce della verità, vulnera i motivi dell’onestà, della giustizia e della gioia, noi proclameremo la legge dell’amore che si sublima….” Ci sono troppi silenzi pericolosi, nella politica, nell’economia, nella scuola, nella famiglia: silenzi che fanno tanto male a tutti e lasciano spazio al delinquere. Ascoltiamo Gesù: Disse ai suoi discepoli: Se il tuo fratello commette una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà avrai guadagnato tuo fratello..., La comunità intera dovrebbe avere a cuore il recupero di quanti sbagliano a partire dalle singole associazioni, dai gruppi e da qualsiasi realtà locale, senza che si mostri lontananza e indifferente, ma coltivando la medesima sollecitudine che nasce dall’esempio dello stesso Signore.