domenica 27 aprile 2008
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Riflessione:
Tutti noi abbiamo bisogno di padri, di maestri, di riferimenti, di leggi, di regole chiare e precise. Ma lo scopo di un maestro è di fare dei suoi discepoli degli altri maestri. Chi ama ci vuole fare adulti, indipendenti, maturi, anche se questo ci portasse lontano da lui. Un adulto vuole che anche suo figlio diventi adulto: se lo tiene sempre bambino può gestirlo, manipolarlo. Se ti faccio intendere che tu avrai sempre bisogno di me, che penderai dalle mie labbra, è come se ti usassi. Non si può essere sempre discepoli, ciascuno deve diventare maestro della propria vita. Se Dio non avesse voluto che ragionassimo, che fossimo responsabili, non ci avrebbe dato il cervello. Hai le gambe: cammina. Hai gli occhi: osserva. Hai le orecchie: ascolta. Hai il cervello: usalo. La chiesa cerca formare uomini liberi, veri, dalla grande coscienza critica, uomini che sanno vedere, interpretare la storia, prevederla; uomini alternativi, come Gesù lo è stato. Volare non significa solo muovere le ali, ma restare in aria senza sostegno. La chiesa non ci da un Dio già fatto, solo da credere, già confezionato, ma ci insegna a scoprirlo, a cercarlo, a trovarlo, perché chi trova Dio, il vero Dio, non lo lascia più. Il Cristianesimo non ti dà la verità, ma ti insegna a vederla, se lo vuoi però. Il Cristianesimo non ti dà Dio, ma ti insegna a cercarlo e per questo delude molti. Il Cristianesimo non ti da le regole di vita, ma ti invita a vivere. Il maestro non è colui che ti guida, bensì colui che ti aiuta a scoprire te stesso, la realtà e a incontrare Dio. Ci fa crescere solo se facciamo le cose per amore: magari faticando, soffrendo e sudando, ma per amore, perché sentiamo che ci fanno bene e ci riempiono il cuore. L'educazione avviene nell'amore, anche se a volte, ha il sapore del rimprovero, perché chiede di vedere la vita con l'occhio di Dio, che non è il nostro. Questo potrebbe farti sentire solo, non capito ma è nello stesso tempo certezza che hai scelto quel Dio che manderà il Consolatore. Consolatore vuol dire proprio: stare con chi è solo...