Mentre quelli che sono vicini a Gesù parlano "del tempio e delle belle pietre" e ammirano i doni votivi e la magnificenza di una costruzione che può sembrare destinata a vincere il tempo, Gesù fa' una profezia: "Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra". Gesù parla ai cristiani di oggi che come i primi rischiano spesso di cercare facili sicurezze e si chiudono in piccoli recinti sicuri per non affrontare le sfide della storia. Gesù con le sue parole sconvolgenti ci "obbliga" ad aprire gli occhi e vedere le miserie del mondo e la sofferenza di tanti. E ci invita a guardare anche dentro le nostre personali battaglie e miserie, che ci dividono e paralizzano. Quanti di noi si sono esposti in questa settimana chiedendo o facendo qualche cosa per gli altri? Non è solo un servizio diretto ma anche indiretto come pulire un ambiente, cercare persone per un’assistenza, preparare una liturgia, cercare soluzioni per i nostri giovani, ecc? E' fondamentale per un credente non fuggire dalla storia, ma starci dentro e accettarne le difficoltà e le contraddizioni. Esser cristiani non significa affatto non avere problemi e vivere sicuri in una torre alta e in pace. Esser cristiani non è vivere in un tempio dalle belle e sicure pietre... anche perché queste pietre verranno distrutte. Non sono nemmeno quelle così sicure! La paura nasce dall’ignoranza su Dio. Dio semina nella ferialità della vita tanti semi e segni per iniziare ad attuare il cambiamento e per poter dire che ciò è possibile ad ogni essere vivente, compresi noi.
Narrarsi la fede in famiglia con l’aiuto dei catechismi dei figli
La provvisorietà è serenità, perché ci fa vivere l’oggi senza affannarci per il domani, e senza rimanere prigionieri del passato. E’ dinamismo, perché la coscienza che il tempo è breve ci stimola a non sciuparne nemmeno un istante. E’ saggezza, perché è la misura per compiere le scelte giuste. E’ vita, perché questa vita provvisoria è l’unica che abbiamo a disposizione. (T. Lasconi)
Lasciate che i bambini vengano a me pag 112 Io sono con voi pag. 178-179
Venite con me pag. 31 Sarete miei testimoni pag 53
Più si ama, più si desidera l'eternità dell'altro: questa frase sintetizza il vangelo di oggi ma soprattutto l’amore di Dio per noi; Dio amandoci ci fa risorgere ed eterni. Aiutare a risorgere è uno di quei ministeri sempre più urgenti nell'attuale contesto storico. Aiutare a risorgere significa servire l'uomo nel saper ritrovare senso e motivo dell'esistere, rimetterlo in piedi , aiutarlo a vivere la propria personalità come dono di sé all’umanità. Ogni volta invece che siamo soli o ci sentiamo soli nel credere, nell'amare, nello scegliere, nel vivere le varie relazioni umane e spirituali, siamo come la vedova del Vangelo. L’uomo ha bisogno di dare continuità a sé e alla sua operosità. Si pensi all'amicizia tra due sposi, segnata da reciproca stima e sostegno vicendevole, che si parlano cuore a cuore e si lasciano aiutare senza remore nell’essere papà e mamma nella fede oltre che nel corpo. È su questa terra e su questo tipo di relazione che siamo o meno "giudicati degni dell'altro mondo" partendo dalle scelte compiute ogni giorno. Da questa convinzione si comprende il versetto del credo sulla risurrezione della carne cioè del proprio corpo, perché è con il corpo che si stringono legami con le persone e con Cristo. Solo così si riuscirà a vedere e vivere in una diversa prospettiva le singole vicende umane quotidiane, dalle più belle a quelle più tristi e cariche di dolore. Per vivere bene ( = da Dio) bisogna che la vita degli altri ci sia più cara della nostra! Amare la vita dei figli più della propria costituisce la possibilità del dono di sé. Ecco il mistero della croce ed ecco perché Dio ci vuole risorti con Lui.
Narrarsi la fede in famiglia con l’aiuto dei catechismi dei figli
La disputa fra Gesù e i Sadducei desta la coscienza che ogni cristiano ha del proprio futuro: la morte è una tappa della vita e non il suo termine. Dopo la morte la vita continua in una nuova relazione con Dio. Ai Sadducei tutto ciò pareva stolto, tanto da mettere Gesù alla prova.. Le parole essere figli di Dio e figli di risurrezione, che Gesù usa, significano partecipare con tutta la nostra vita, spirituale e corporale, alla sua sequela. Sapere che in Gesù risorgeremo con tutto il nostro corpo domanda di impegnare la nostra vita per renderla come quella di Gesù. Separare vita quotidiana e fede è dire con i fatti di non essere credenti. Dire sono credente e non praticante significa fare solo teoria perché non esiste un credente che non operi secondo la propria fede.
Lasciate che i bambini vengano a me pag 112-113 Io sono con voi pag. 28-29
Venite con me pag. 179-181 Sarete miei testimoni pag 70-71
Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Chi non conosce la storia di Zaccheo? Forse non tutti e forse di volontà. Perché? ecco la risposta:”Se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto...” Forse anche i Magistrati hanno qualche cosa da imparare, forse... La giustizia e la conversione partono dal portafoglio. Zaccheo è un uomo riuscito, un usuraio senza scrupoli, diremmo oggi, che ha squartato, come tanti uomini d’affari, la finanza del suo tempo: al centro il profitto e il resto è relativo. E’ rispettato dalle Autorità ed è temuto dai suoi cittadini ma è solo. Perché ricchezza disonesta e potere non creano amici ma clientilismo. Zaccheo ha sentito parlare di Gesù, quel tale che la gente crede un guaritore, un profeta e, curioso, lo vuole vedere senza farsi conoscere. Forse vede nell’operato di Gesù una nuova fonte da tassare… E accade l'inatteso: Gesù lo stana, gli sorride: “scendi subito, Zaccheo, oggi vengo da te. Zaccheo è interdetto: come fa a conoscere il suo nome? Cosa vuole da lui? Forse lo ha confuso con qualcun altro? Non importa, Zaccheo scende, di corsa. Perché? Gesù non giudica, né teme il giudizio dei benpensanti di ieri e di oggi: va a casa sua, si ferma, porta salvezza. Zaccheo è confuso, turbato, vinto: in dieci minuti la sua vita è cambiata; il famoso Gesù è venuto a casa sua. Gesù cercava proprio lui, non si è sbagliato di persona. Come mai Zaccheo è cambiato? Se Gesù avesse detto: "Zaccheo, so che sei un ladro: se restituisci ciò che hai rubato quattro volte tanto, vengo a casa tua", Zaccheo sarebbe rimasto sull'albero. Ci sembra strano che Gesù non richieda a Zaccheo di dare tutto ai poveri come ha fatto col ricco poco prima. Evidentemente Dio non chiede a tutti le stesse cose, come un esattore. Chiede però apertura di cuore e condivisione, ma a ciascuno secondo le sue possibilità. Era chiaro che Zaccheo non voleva incontrarsi con Gesù ma Gesù stava cercando Zaccheo. Le chiamate sono tante e varie ed è questa la ricchezza della sua Chiesa. In questa c’è anche lo spazio per la nostra risposta ...