Questo Sito delle parrocchie di Caltrano e Mosson si propone di evidenziare le varie attività di carattere pastorale.
La sezione "El Sojo Vasaro" è uno spazio dedicato a chi vuole offrire spunti di riflessione e proposte.



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Commento al Vangelo di Domenica 22 novembre 2020

Solennità di Cristo Re dell'Universo

 

Siamo arrivati alla fine dell'anno liturgico passato in compagnia dell'evangelista Matteo.

Ora, in quest'ultima domenica, a un mese esatto dal Natale, pronti ad iniziare il cammino di Avvento, festeggiamo il nostro Re, ringraziandolo per averci accompagnato nel cammino di fede anche quest'anno.  Quando finisce un anno solare penso che noi tutti abbiamo l'abitudine di ripensare come abbiamo passato l'anno, alle cose che abbiamo o non abbiamo fatto, tirando le dovuto conclusioni.  

Ora anche Gesù nel vangelo di Matteo sembra tirare le conclusioni: ci chiede come noi viviamo il nostro cristianesimo.

In queste ultime domeniche ci sono state suggerite varie possibilità: olio da mettere nelle lampade, talenti da far fruttare e monete da restituire a Dio attraverso i nostri fratelli più bisognosi. Egli oggi ci chiede se questa sua Parola che abbiamo ascoltato si sia trasformata in pane per chi aveva fame, in accoglienza per chi era straniero, in vestiti per chi era nudo, in conforto per chi era malato, in visite a chi era carcerato.  L'essere cristiano, seguire Gesù, si concretizza col mettere in pratica queste cose.  Quando il Figlio dell'uomo ritornerà sulla terra non ci chiederà quante pratiche religiose abbiamo fatto, ma quanto abbiamo amato.

La cosa che mi commuove, delle cose ultime, è che Dio non mi giudicherà scorrendo l'elenco delle mie debolezze, ma quello dei miei gesti di bontà; non indagherà le mie ombre ma annoterà i semi di luce o il polline di bene che ho seminato.

Ogni donna, ogni uomo, di qualunque età, colore, identità sessuale, nazionalità, fede, reca in sè l'impronta di Dio; per questo deve essere accolta, rispettata, amata, custodita, difesa.

Ed è per questo che il Signore dichiara: Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questo piccoli, non l'avete fatto a me.

Dimenticare, emarginare, trascurare, offendere il prossimo, chiunque egli sia, fosse anche il peggiore dei criminali, significa dimenticare, emarginare, trascurare, offendere Dio e di questo dovremo rispondere personalmente.  ( Emilia ) 

 

MERCATINO della SOLIDARIETA'

Torna ad opera del Gruppo Missionario di Caltrano il Mercatino della Solidarietà. 

 

Sarà una esposizione in tono minore e più semplice, visto il tempo che stiamo vivendo, ma le volontarie si sono già messe all'opera.

Il mercatino sarà aperto sabato 28 novembre e domenica 29 novembre;

Sabato 05 dicembre e domenica 06 dicembre

Martedì 08 dicembre

Sabato 12 dicembre e domenica 13 dicembre

Gli orari sono al Mattino 8.00 - 12.00  Pomeriggio 15.00 - 19.00

Come ogni anno trovate lavori fatti a mano con tanta cura e tante idee per il Natale.

Per chi lo desidera si eseguono lavori su ordinazione e su misura.

Il ricavato sarà devoluto alla Scuola Materna di Caltrano.

 

 

Celebrazione del 50° di Fondazione del Gruppo  Adosalvi di Caltrano

 

C'era un po' di emozione nella voce di Luciana Sola quando riportava alla memoria il momento fondativo del Gruppo Adosalvi ... era il 1970 e si annotava nel registro delle donazioni che proprio nel primo giorno in cui si cominciò a raccogliere le donazioni di sangue si presentarono circa una 70 di persone.  Possiamo solo ringraziare per tutta questa storia di donazioni fatte per sanare e salvare persone. 

La pandemia ci ha costretto a vivere in tono minore questo momento ma non meno solenne e carico di emozione e di storia vera.  GRAZIE.

 

Storia e Territorio: Le Scalette di Camisino

 

Sono la più vecchia via di collegamento con Caltrano.

Non dobbiamo pensare ad un bella e larga strada con le scalette come si presenta a noi ora. In origine era un mulattiera, forse pavimentata con i sassi ( saliso ).  Nelle epoche antiche difficilmente transitavano carri trainati da animali, tutte le merci che si possono immaginare venivano trasportate a soma cioè sulla schiena degli animali, quasi tutti asini, e le salite erano solo salite, non importava quanto fossero ripide, pochi i muli e ancor meno i cavalli che appartenevano ai ricchi.

Con il passare dei secoli furono costruiti dei larghi e bassi scalini per circa un terzo della lunghezza nel tratto iniziale e altrettanto nel tratto finale verso Camisino, dove maggiore era la salita.  A fianco nel lato verso l'Astico un marciapiede senza scalini per il transito delle carriole.

Verso la metà dell'ottocento quando fu costruita la strada del Costo per l'Altopiano fu predisposta anche la strada attuale, le esigenze di trasporto di uomini e merci erano sempre maggiori e da allora le scalette divennero una scorciatoia per i pedoni.  Ricordo ancora che da bambino chiamavamo la strada NOVA l'attuale strada sotto le scalette.

 L'importanza delle Scalette era data soprattutto dalle fontane presenti tutt'ora, essenziali per la popolazione del tempo.  Salendo la fontana che si incontra per prima è la più recente, forse di fattura settecentesca con due vasche ai lati e sotto, a lato monte delle scalette un lavatoio di costruzione più recente, utilizzato fino agli anni sessanta per lavare il bucato, ma sempre scarso di acqua.

 

La fontana più vecchia invece è a metà percorso, la cui costruzione risalirebbe al 1300.  Originariamente non era così. Mio padre che lo aveva sentito dai vecchi, mi diceva che la sorgente era più interna di qualche metro sotto un covolo di roccia, ora alzando gli occhi si vedono i covoli poco sopra la fontana. ( noi li chiamiamo soji ).  Non sono altro che ghiaioni compressi dalla gran massa di centinaia di metri di ghiacciaio che diecimila anni fa circondava le nostre valli. 

D'inverno, durante il filò nelle stalle, i vecchi raccontavano, per impressionare i bambini, che qualche volta di notte nel covolo, vedevano la mascia con i masceti ... 

L'importanza dell'acqua favorì l'insediamento del primo nucleo abitato di Camisino, chiamato la Contrà del Covolo.  Infatti scavando per la costruizione delle case sono stati trovati antichi manufatti risalenti all'età del bronzo e del ferro, quali una macina in trachite, alcuni vasi in terra cotta e una punta di lancia in ferro: lo scrive Alessio de Bon in epoca fascista, appassionato scrittore delle storia veneta. 

 

Tornando alla nostra fontana le esigenze del tempo richiesero la costruzione di una vasca di pietra per abbeverare  gli animali.  Ricordo che da bambino con mio padre portammo le nostre due mucche perchè qualche volta mancava l'acqua sia quella dell'acquedotto come anche quella della fontana di Camisino.

L'acqua delle Scalette veniva utilizzata anche dalla Contrada della Valle dove dai primi anni del Seicento funzionava la fonderia delle campane di proprietà dei De Maria, trasferitasi Vicenza poi nel Settecento. Quanta storia di fame, pestilenze, guerre è passata per quelle Scalette e l'acqua continua a zampillare fresca e trasparente come un tempo ed è piacevole udire il suo scorrere passeggiando all'aria fresca  nelle sere d'estate.

Vidale Giuseppe.  

 

 

Malta, casoa e fraton ... 

ed ecco finita la parete 

con un lavoro sopraffino da mani esperte ... 

 

 

Ringraziamo la squadra cantiere edile che ha fatto in una giornata un lavoro molto fine ( c'è niente da fare ci sono i manovali e gli operai che sanno come si fa ... impara l'arte e mettila da parte ) 

Ora, a parete ultimata, quando si potrà metteremo mano alla scala per salire al piano superiore.  E' un primo passo per valorizzare uno spazio che ci sarà molto utile  e disponibile per tutti ... GRAZIE.

 

Commento al Vangelo di Domenica 15 novembre 2020

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario 

 

Questa penultima domenica del Tempo Ordinario ci affida una pagina del vangelo che conosciamo come la parabola dei talenti.  Ancora una volta è Dio che ci consegna il mondo, la vita, le relazioni ed allo stesso tempo ci chiede di non rimanere inerti e di far fruttare quanto ci è stato affidato.  Chi ha ricevuto 10, 5, 2, 1 talento è chiamato semplicemente a rimanere fedele a se stesso, a tutte le potenzialità che erano in se.

Il pigro è preso dalla paura che lo paralizza: l'unico suo pensiero è restituire il talento ricevuto. Sembra quasi che sia più preoccupato di evitare il male che di fare il bene.  Sta di fatto che alla fine il Signore riconoscerà ciò che con la nostra vita saremo riusciti a compiere. La nostra gioia sarà anche la sua quando avremo vissuto e condiviso in pienezza le potenzialità che erano in noi.

La nostra presenza è importante all'interno della famiglia, del lavoro, della scuola, della Comunità. Ognuno con la sua presenza, con il suo semplice servizio può veramente realizzare segni positivi che sono poi bene per tutti, bene comune.  

Carlo Acutis, da poco beatificato, scriveva:  Dio ha scritto per ognuno di noi una storia unca e irripetibile, ma ci ha lasciato la possibilità di scriverne la fine ... 

Oggi poi si celebra la Giornata Mondiale dei Poveri, voluta da papa Francesco nel 2017.  Mi piace riprendere alcuni pensieri espressi in quella circostanza, che oggi più che mai ci invitano ad essere operosi, ognuno secondo le proprie possibilità e potenzialità.

- Oggi più che mai tanta ricchezza si assomma nelle mani di pochi ed i poveri sono sempre di più. Purtroppo quante parole vuote a cui non seguono fatti concreti, con il rischio di cadere nella rassegnazione.  Eppure il comando di Gesù è molto chiaro.

- Se il mondo ci trascina con le sue lusinghe è pur vero che lo Spirito Santo di Dio suscita presenze che sono illuminanti con la loro testimonianza accanto ai poveri.

- Giornata mondiale dei Poveri per capire che la CONDIVISIONE è la via maestra per radicarsi nello spirito del Vangelo di Cristo.

- Condivisione e Fratellanza che ci chiede di lottare contro ogni forma di spreco o cultura dello scarto, e questo può essere impegno di tutti, indistintamente.

-  Pensiamo alla Preghiera del Padre Nostro: è la preghiera dei poveri: porta in sè la richiesta del pane, che esprime l'affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. ( Dorianna ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 08 novembre 2020

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

In questa domenica Gesù paragona il Regno dei Cieli a 10 vergini che con la loro lampada ad olio attendono lo sposo: cinque però sono vergini sagge ed aspettano con una riserva d'olio mentre 5 vergini sono stolte perchè non si preoccupano della possibile mancanza d'olio.

E' una parabola che ci esorta a vegliare, a stare pronti, ad aspettare l'arrivo di Dio.  Sappiamo però quanto sia difficile attendere, specialmente quando l'attesa non è chiaramente quantificata. E così capita che ci si addormenti perchè si è stanchi di aspettare, perchè si è sfiduciati, perchè si è perso il coraggio di aspettare ancora, perchè si è superficiali.   Sicuramente anche la nostra Comunità sperimenta questa stanchezza nell'aspettare, questa difficoltà nel vegliare, specialmente in questo periodo in cui si fa fatica a vivere vicini e in contatto gli uni con gli altri.

Nella parabola ci sono anche altri simboli molto forti: la lampada e l'olio.

La lampada ovvero la luce. Molte volte nel vangelo Dio ci esorta ad essere luce per il mondo, evidenzia che la lampada non deve restare nascosta ma deve essere visibile in modo da rischiarare il cammino ed aiutare chi si trova in difficoltà.  E' una missione forte ed importante che ci viene affidata e che ci chiama a grande responsabilità.  C'è poi l'olio.  Altro simbolo che permea la nostra fede, usato nei sacramenti, elemento usato per ungere e consacrare, segno potente di forza contro il male.  L'olio che risulta indispensabile per tenere accesa la nostra luce, un nutrimento continuo senza il quale la lampada si affievolisce.  

Credo che la parabola ci inviti a prenderci cura della luce che ci è stata affidata, ad affrontare le difficoltà grazie alla conoscenza, alla amicizia che giornalmente coltiviamo con Dio senza spaventarci dei momenti di stanchezza e di sonno che sono connaturali al nostro essere.

Rubrica: Eventi e Territorio.

Il 4 novembre 

Giornata dedicata alla Unità Nazionale 

e al ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita 

per la Patria.

Il 04 novembre 1918 veniva firmato l'armistizio che poneva fine alla Grande Guerra.  

Il 04 novembre 1921 nell'Altare della Patria a Roma veniva deposto il MILITE IGNOTO a perenne memoria di tutti coloro che avevano versato il loro sangue per la Patria italiana.

 Tornano così alla memoria tanti fatti che hanno segnato anche il nostro territorio. In particolare segnaliamo un ricordo che ci viene riportato dal nostro Vidale Giuseppe. A sua memoria, ci indica un masso, dove era scolpito in rilievo uno stemma ( due cannoni incrociati con una fiamma al centro ) dell 83° artiglieria.  Siamo in piena curva sulla strada che va da Camisino a Calvene, sotto la strada di Rigola. Lo stemma scomparve ( purtroppo )  nei primi anni 60 quando si procedette alla asfaltatura della strada. 

Il mio prozio Vidale don Bortolo, parroco di Salcedo per 45 anni, scriveva nel suo diario, a riguardo della Prima Guerra Mondiale, di un grande cannone posto sui campi di Camisino dei signori Bellegarde alle Corone, in località Fontanelle.   In realtà venni a sapere, dai vecchi ancora presenti, che i cannoni erano almeno tre. Uno era situato presso la Val Gavaldini, un altro era situato a metà del rettilineo sui campi di sotto ed il terzo appunto era menzionato sui campi dei Bellegarde, di cui i proprietari oggi sono i Zanocco.  Di questo esiste anche una foto ed era un obice da 305.  Venivano forniti di proiettili  da una ferrovia a scartamento ridotto posta a lato della strada che partiva da Calvene.  L'intenzione era chiaramente quella di colpire le linee nemiche che erano in Ortigara ... ( poi si parla anche di fuoco amico ... )  

 

   

Chissà quale boato quando questi cannoni sparavano, puntando verso la montagna... Ricordi.  Oggi preferiamo pensare che questi spazi ci siano utili per ritrovare un po' di quiete e serenità e perchè no ... un bel cesto di chiodini... A parte tutto:  saremo mai capaci di costruire una storia nuova fondata sulla Pace e sulla Fraternità... 

 

Iniziamo una rubrica settimanale

di carattere storico culturale, fatta di piccoli eventi, ricordi, memorie

legate al nostro territorio.

Il pozzo di Nardo e la cura dell'acqua.

Monsignor Zanocco un giorno trova nell'archivio del Conte Capra di Carrè, un lunghissimo rotolo relativo ad una compravendita di case e campi e addirittura due montagne a Caltrano.  Questa compravendita è datata 1377.  Il venditore è un tale Marcabruno di Castelbarco in Val Lagarina.  Un suo antenato fu vicario imperiale a Vicenza con gli Scaligeri: questo spiega il possesso di questi ingenti beni che vengono posti in vendita.  Fra i nomi dei compratori figura il nome di un certo Antonio di Nardo. Questo ci da modo di individuare almeno un campo.  Effettivamente in fondo a Camisino esiste ancora un manufatto a forma di arco, in pietra ben scolpita, chiamato il POZZO di NARDO.  Ora è stato abbandonato dalla incuria degli uomini e del tempo.  A suo tempo però era una sorgente d'acqua ben strutturata in muratura, profonda circa 3 metri, costruita così per salvarla dal cedimento della riva soprastante.

Quante volte ci capita di passargli velocemente davanti e nemmeno ci accorgiamo di questo sito che appartiene alla nostra storia e quale custodia c'era per nostra sora acqua ... ( By Giuseppe Vidale ) 

Sabato 31 ottobre, alle ore 15.30, la estrazione dei biglietti della 

Sottoscrizione a Premi, a favore della Scuola Materna di Caltrano.

L'estrazione potrà essere seguita in diretta nella pagina facebook della Scuola Materna.

Tanti i premi che verranno estratti oltre 160. Potranno essere ritirati presentando il biglietto vincente, fino alla fine di novembre.

Ringraziamo tutti coloro che si sono dati da fare per il realizzo di questa iniziativa che sostiene la Scuola Materna. 

Un particolare ringraziamento al Gruppo Alpini di Caltrano che ha voluto sostenere la nostra Scuola con un contributo pari a 1.000 €, devoluti alla Scuola in occasione della Assemblea di metà ottobre.  GRAZIE. 

  

Commento al Vangelo di Domenica 01 novembre 2020

Solennità di Tutti i Santi

 

Quest'anno la domenica e la solennità di Tutti i Santi coincidono.

Chi sono i santi ?  Persone come noi, non personaggi strani, con poteri soprannaturali e nemmeno persone mortificate che rinunciano alle cose belle della vita, ma al contrario, sono coloro che nel quotidiano hanno saputo guastare e imitare l'essenziale che è Dio stesso.

Lui è il grande Santo e ci rende partecipi, se lo vogliamo, della sua Santità e della sua Gioia.

Per 9 volte nel vangelo di oggi ascolteremo la parola BEATI.  Quante volte ci è capitato di dire a qualcuno Beato te ... fortunato te.  I santi sono proprio così, fortunati perchè ricolmi di Dio.  Anche se per tanti di loro è stata una strada in salita, piena di avversità, questo non ha impedito di mettere la loro vita con fede nelle buone mani di Dio.  

Non è necessario fare cose straordinarie per essere Santi.  Pensiamo al giovane Carlo Acutis, beatificato un paio di settimane fa: famiglia, amici, scuola, sport, computer e siti web ... tutto però animato da due grandi passioni l'Eucaristia e la Carità.  

Ecco anche noi possiamo essere Beati ... ogni volta che siamo puri di cuore, quando pratichiamo la giustizia e la pace, quando mettiamo Dio e il bene dei fratelli al centro della nostra vita.  ( Sonia ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 25 ottobre 2020

XXX Domenica del Tempo Ordinario

 

Il Vangelo di questa trentesima domenica del Tempo Ordinario racchiude il cuore dell' esperienza religiosa per una persona.

Per tanto tempo questo tema è stato un punto fermo  e stabile per la mia fede, così che il mio cuore era in pace quando avevo attemperato al mio dovere della Messa domenicale e della gentilezza con il mio prossimo. Ma poi, con le esperienze della vita, qualcosa non ha più funzionato e sono sorte alcune domande, come: cosa significa amare Dio con tutto il cuore, l'anima, la mente?  E amare il prossimo come me stesso ?  E quando il mio interesse si contrappone all'interesse del mio prossimo, come la mettiamo ?  E se amo me stessa, come faccio ad accettare chi mi offende o mi ferisce, colui che mi vede come un intralcio per la sua vita ?  Qui arriva il bello ...

A questo punto penso che due siano le scelte.  O si guarda al comandamento di Gesù come a qualcosa di irrealizzabile  oppure ci si mette in ricerca per tentare di dare risposte alle tante domande che inquietano la nostra coscienza.  Credo che la seconda opzione trovi sostegno anche nelle tante persone che si impegnano a  vivere la propria fede in Dio e nella Chiesa. Persone non perfette ma capaci di prendere seriamente il Vangelo e che ogni giorno si sforzano di viverlo al meglio delle proprie capacità.

L'amore di cui ci parla Gesù è una vetta talmente alta che ci sembra impossibile da raggiungere ma se partiamo dal dedicargli tempo per ascoltare la sua Parola, se chiediamo aiuto allo Spirito Santo di Dio, allora avremo quella fantasia che discende da Dio  e troveremo il modo fare esperienza del suo amore che sarà anche il nostro.

In questa domenica verrà consegnato il Vangelo alle famiglie del Terzo Gruppo della Catechesi. Vogliamo rivolgere a queste famiglie l'augurio di investire tempo ed energie per aprire questo piccolo grande Libro e leggere, pregare, cercare la presenza di Dio dentro le loro case.  E poi condividere il bene e gli eventuali interrogativi con la Comunità. Buon proseguimento di cammino ( Maria Pia Lorenzi )  

 

CORSO   DI   CHITARRA

 

Inizierà con la metà di novembre in CORSO di CHITARRA in Parrocchia a Caltrano.

Principianti, aspiranti chitarristi potranno imparare a stuzzicare le corde della propria chiatarra grazie alla disponibilità di alcuni giovani che si rendono disponibili 

per un incontro settimanale, il sabato nel primo pomeriggio,

presso gli ambienti del Centro Parrocchiale,

proprio per imparare ad usare questo strumento.

 Per chi è interessato maggiori info al 327.4756702 

 

Continua la raccolta viveri ... 

Saranno anche piccoli segni ma sono comunque importanti ... Chi riceve in dono una borsa o un pacco carico di generi alimentari capisce, comprende che a monte c'è chi non ha pensato solo a se stesso ma ha voluto pensare anche a chi è nel bisogno ... E' cosa buona e giusta ... Specialmente in questo periodo di fragilità ... vivere la Carità in maniera spicciola.

Aggiungiamo anche quanto sia importante sempre educarci alla Carità, alla generosità.

I ragazzi hanno iniziato in queste domeniche, durante la celebrazione eucaristica, a portare qualche piccolo segno, con generi alimentari e cose di altro genere ... E' un aspetto grazie al quale ci EDUCHIAMO passo passo gli uni gli altri.  Anzi nulla vieta che che si muova qualche persona adulta dal proprio banco e possa deporre davanti all'altare qualcosa ... Proviamo ?

 

Ulivo ... pianta del Signore

 

 

Anche se con tanto di mascherina credo li riconoscete ... vi riporto il dialogo.

Giuseppe quando diamo una sfoltita a questa pianta di ulivo ?

In primavera diventerà un bell'ulivo ...  Ma non avevi detto che lo avresti potato qua in autunno ?

No guai, l'ulivo l' è la pianta del Signore e bisogna potarlo solamente durante la Settimana Santa... altrimenti non darà frutto l'anno seguente.

Bah ...

Due anni fa gli ulivi di Breganze sono stati segnati dalla tempesta. Raccolto distrutto, così hanno voluto potarli in autunno. Puntuali l'anno seguente gli ulivi non hanno dato frutto.  L'ulivo l'è la pianta del Signore si può toccare solo durante la settimana Santa.

Ok faremo così.

per la cronaca poche le olive quest'anno c'è stata una bella tempesta ... Quindi.

 Alla raccolta ha partecipano con gusto anche il fedele Artu'...

 

Gruppo della CURA del VERDE all'opera ... 

c'è chi lavora di fino e chi in sopraelevata: c'era da ripulire una parete nel porticato dietro la canonica, dove verrà sistemata una bella scala in legno, per raggiungere il piano superiore.

  così per demolire le vecchie malte è bastata qualche ora di lavoro con i volontari ...

 Ora siamo alla ricerca di operai con provata esperienza per rifare la parete come Dio comanda ... dice qualcuno.  Primavera prossima potremo salire al piano superiore. 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 18 ottobre 2020

XIX Domenica del Tempo Ordinario

Nel vangelo di Matteo di questa domenica Gesù viene messo alla prova da due correnti antagoniste: gli erodiani, che parteggiavano per l'Impero Romano e i farisei che osteggiavano la sua presenza.  La domanda E' lecito o no pagare il tributo a Cesare ?  sembra furbescamente congegnata per costringere Gesù a prendere posizione ... qualunque fosse stata la sua risposta avrebbero avuto modo di accusarlo: una traditore del popolo oppure un nemico delle autorità romane.  Gesù sa della loro malizia e dà una risposta che spiazza tutti, con la famosa sentenza che conosciamo: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.  Cosa vuol dirci Gesù con questa frase valida per ogni tempo?  

Rendere a Cesare può voler dire impegnarsi nel proprio quotidiano compiendo in ogni campo scelte buone per il bene di tutti. Pensiamo al mondo lavorativo, a quello scolastico, alla politica, al sociale, al rispetto dell'ambiente.  Più facile sicuramente delegare, peggio lamentarci per ciò che non funziona.  Anche noi cristiani a volte ci lasciamo trasportare dal pessimismo o osserviamo da lontano...

Gesù però ci ricorda che non esiste solo l'aspetto terreno e l'autorità assoluta. L'uomo deve volare più in alto proprio perchè è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Ogni cristiano è chiamato a coltivare la propria vita interiore, il proprio rapporto con Dio nel silenzio, nella preghiera, nel ringraziamento, lasciandosi guidare nella vita dagli insegnamenti del Vangelo.

Veniamo da Dio a Lui ritorneremo.  ( Lucia Z. ) 

Commento al Vangelo di Domenica 11 ottobre 2020

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

 

Spesso nella Bibbia l'alleanza tra Dio e l'umanità viene raffigurata come una festa di nozze.  Durante il corso fidanzati spesso ci è stato spiegato il matrimonio proprio come il rapporto che esiste tra Gesù Cristo e la sua Chiesa. Anche nel vangelo di questa domenica torna questa immagine. Anzi è un evento poichè si sposa il fre iglio del re. Quindi una importante occasione da non perdere, invece a sorpresa, molti declinano l'invito: sono troppo impegnati con i loro affari, oppure al lavoro nei campi ... Addirittura qualcuno arriva ad uccidere i messaggeri del re.  La reazione del re è veemente tanto da passare a fil di spada questi sudditi infedeli e le loro città.  Il re non si  chiude nella sua tristezza ma manda  a chiamare chiunque trova per strada: gli ultimi per l'appunto.  Così può iniziare la festa in tutta la sua magnificenza.  Lo stesso re è presente in mezzo a tutte queste persone, a tutti costoro che sono stati invitati: straccioni, mendicanti ... Tra questi il re scorge una persona che è senza l'abito nuziale, senza il vestito della festa.  Certamente non si tratta di un vestito ma di un modo d'essere: questo invitato non è disponibile a divertirsi veramente, in lui non c'è la gioia per il matrimonio del figlio del re ed è per questo che lo allontana, fuori nelle tenebre.

A questa festa siamo invitati tutti noi.  Questo invito lo abbiamo veramente raccolto oppure siamo troppo impegnati nei nostri affari, incapaci di accogliere davvero l'invito del Padre, con tutta la nostra persona.  Penso sia una scelta che ognuno di noi è chiamato a fare ogni giorno.  ( Serena ) 

 

Beatificazione del giovane CARLO ACUTIS ad Assisi

 

Nel pomeriggio del 10 ottobre 2020, nella basilica di san Francesco di Assisi, viene celebrata la beatificazione di Carlo Acutis, venuto a mancare nel 2006, all'età di 15 anni, a seguito di una leucemia fulminante.  Fin da subito si è diffusa la fama di santità di questo giovane, nato a Londra ma cresciuto a Milano, devotissimo dell'Eucaristia e allo stesso tempo appassionato di videogiochi e di film polizieschi, studente al liceo, frequentatore quotidiano della santa messa, volontario in parrocchia.  Un ragazzo dei nostri giorni, uno di quelli che trovi in patronato, dopo la scuola, tra Acr e catechismo.  Amava definire l'Eucaristia: la mia autostrada verso il cielo.

Il suo corpo, seppur preservato e coperto da una maschera in silicone, viene esposto nel mese di ottobre ad Assisi, all'interno del santuario della Spogliazione, con addosso un felpone della North Sails e ai piedi le scarpe griffate Nike, vestiti che indossava ogni giorno, nella quotidianità di un santo fatta di scuola, parrocchia e internet. Già internet ... tante sono voci, molti gli appelli perchè Carlo Acutis diventi patrono della rete.  Lui stesso all'età di 14 anni aveva fondato un sito web dedicato al tema dei miracoli eucaristici. ( testo tratto dalla Difesa del Popolo ) 

Di questo giovane testimone della fede  avevamo parlato lo scorso anno durante il cammino quaresimale... bello ora vedere questo notizia. Un giovanissimo che giunge agli onori degli altari e possiamo invocare.   Un giovanissimo come i nostri ... 

Sotto un altro punto di vista possiamo dire di aver anche nella nostra Comunità tutti gli strumenti e le tecnologia per comunicare e condividere ... occorre tenerli in grande considerazione.

Questo giovane, grande nella fede, ne è una testimonianza. 

 

La festa della Madonna del santo Rosario

 

Mettici il tempo incerto, poi la pandemia ... non si fa niente ... CI MANCHEREBBE ALTRO.

Anzi possiamo proprio dire che quest'anno abbiamo lavorato di fantasia e la festa è stata preparata da una settimana intera, in cui abbiamo avuto modo di recitare il santo Rosario in chiesa, alla sera.  I vari gruppi si sono alternati nella preghiera serale ed è stato veramente un bel momento. 

Poi ci ha sorpreso la bella partecipazione all'eucaristia di domenica scorsa, momento in cui abbiamo dato inizio al nuovo Anno Pastorale, con tutte le sue attività.  Il segno che abbiamo scelto è un bel VASO, che come si vede è artigianale, plasmato da mani esperte: ha una sua storia. Storia viva che riguarda anche la nostra Comunità, dove è importante e bello cogliere come vi siano tante presenze che si radunano, si raccolgono, lavorano per servire la Comunità. Per carità, come in questo vaso, non mancano che incrostazioni, anche nella vita della Comunità, ma è bello vedere persone che si alternano e si ripromettono di continuare a lavorare per la Comunità, perchè continui ad essere un segno della presenza del Regno, in maniera credibile.

E' stato un bel segno di presenza responsabile, dal punto di vista  laicale: camminiamo su questa strada con legami di fraternità è questo il modo migliore per essere credibili.

 La festa è continuata poi con un semplice momento conviviale ed un bel lavoro che si è sviluppato all'interno del gruppo famigliare: si trattava di abbellire una tegola, con disegni ed immagini, legate al tema del Creato. Altro non poteva essere nel giorno di s. Francesco.  Ma è stata una iniziativa che ha riscosso tanto interesse.

Anzi proponiamo che il lavoro, che non è stato ultimato, venga finito a casa e poi chiediamo ai ragazzi di portarlo in chiesa, per una semplice esposizione, nella prima domenica di Avvento.  VEDETE DI FARLO BELLO BELLO ...      Ci piace ribadire che la proposta non è venuta meno ed in questo tempo così difficile non è cosa da poco ...

Una domanda: guardando alle foto notate qualcosa di strano ???

Se vi pare di aver indovinato me lo fate sapere ?

 

 

Una bella BOLLA per la festa dei nonni ...

 

Anche se in maniera diversa, non poteva mancare la festa dedicata ai nonni, da parte dei piccoli nipoti, che hanno voluto offrire ai loro nonni semplicemente un canto ed una bella poesia ...

Quest'anno di più non si poteva ... ma è stato bello così.

 Questo tempo di pandemia ci ha fatto conoscere termini nuovi.  Oggi si parla di BOLLA per dire un gruppo che lavora in maniera a se stante ... Così i piccoli guardano i grandi ...   I nonni guardano i loro piccoli con gioia e se ne tornano a casa con un bel medaglione ... 

A proposito ricordiamo a tutta la Comunità di Caltrano la ASSEMBLEA per la Scuola Materna, programmata per la sera di venerdì 9 ottobre, ore 20.30, in Centro Parrocchiale.  Genitori, nonni, amici ... tutti invitati.

Commento al Vangelo di Domenica 04 ottobre 2020

XXVII Domenica del Tempo Ordinario

 

L'immagine allegorica della vigna appare molte volte nella Bibbia. Ad essa Gesù si riferisce quando parla del Regno dei Cieli, cioè per dirla in termini moderni, di una dimensione diversa dalla nostra percezione del mondo, del nostro vedere la realtà. Non è facile per noi comprendere la Parola e spesso siamo i primi a barricarci su una nostra torre, a costruirci barriere per difendere le nostre convinzioni e le nostre idee sulle quali basiamo la nostra esistenza.  Gesù in questo brano si rivolge ai capi dei sacerdoti, agli anziani del popolo, a coloro che nella tradizione erano i custodi del sapere, della dottrina, della morale.  Anche noi, come Chiesa, ma lo stesso vale per ciascuno di noi come cristiani, spesso ci sentiamo capi, anziani, coloro che sono nel giusto perchè detentori della fede.  Siamo anche noi contadini a cui è affidata la vigna, la Chiesa, il Regno di Dio.  Guardiamo un po' ai dettagli che compongono questa vigna.  E' chiusa da una siepe, non da un muro.  Si lascia permeare, non è difendibile per sempre, non è eterna.  Inoltre vi è una buca per il torchio.  Cosa servirebbe la vigna se poi non portasse a dare frutto cioè la materia prima per dare il vino ?  Ecco, il vino, altro elemento cardine, che rappresenta la comunione, la gioia dello stare insieme, la festa dell'essere Comunità.  Nel brano del Vangelo di Matteo per questa domenica gli spunti di riflessione sono tanti e ci interrogano sia come singoli cristiani, sia come Comunità, sulla nostra disponibilità a costruire la Chiesa, come Comunità di fratelli.  Siamo anche noi come i contadini che una volta ricevuto in dono la vita, la nostra parte di mondo, lo facciamo diventare nostro, tanto da sentirci dei padroni ?  Dall'alto della nostra torre, fatta di superbia, di avidità, ci sostituiamo a Dio, rigettando le chiamate che il Signore ci fa attraverso i suoi servi ?  Riusciamo a riconoscere nella nostra vita questi messaggi che Gesù stesso ci manda di persona ?  Lo riconosciamo come Figlio di Dio ?  Solo cogliendo dal profondo il suo messaggio potremo allora stupirci della meraviglia compiuta dal Signore e potremo diventare protagonisti per la costruzione della Chiesa e l'edificazione di un regno di gioia, di pace e di amore in Cristo. ( Serena e Marco ) 

 

Che ci sia ancora qualcuno che nega il cambiamento climatico ... ???

 

Io avevo visto ancora la tempesta tonda tonda ... ma con i corni non l'avevo ancora vista ... 

sbalzi di umore e lune piene le abbiamo anche noi, vuoi che il tempo non sia da meno ... Come no ?

Ecco che dal caldo esagerato si passa ad un bombardamento che in un quarto d'ora imbianca tutto e distrugge ... ok era così anche un tempo ... forse dovremo prepararci sempre più a questi eventi straordinari ... speriamo bene ... 

 

Festa della Comunità 

in Parrocchia a MOSSON

 

Abbiamo dedicato domenica 27 settembre a festeggiare il nostro essere Comunità di Mosson, con la celebrazione Eucaristica, alle ore 11.30 e poi a seguire, sul sagrato della chiesa, un bel momento conviviale, all'aperto. Mosson è una piccola realtà parrocchiale, che come tante altre realtà vede la presenza di un gruppo di persone che condividono il cammino della fede e che vedono anche le difficoltà dei fratelli e dei compaesani nel partecipare e nell'essere presenti alla vita comunitaria.

  Talvolta la nostra Comunità può veramente somigliare ad un vaso screpolato, che non nasconde le sue difficoltà e le sue fatiche.  ( a proposito questo segno ci accompagnerà per tutto l'anno pastorale che abbiamo davanti ) Nonostante le difficoltà e talvolta la mancata partecipazione vogliamo ricordarci che siamo COMUNITA', che in questa realtà ci siamo formati e siamo cresciuti, abbiamo creato i nostri legami, riconoscendo nell'altro un amico ma anche un compagno di viaggio, nel cammino che facciamo insieme dietro a Gesù.IMG_0325   Bello il piccolo segno che è stato consegnato a chi ha partecipato all'Eucaristia, animata in maniera solenne dal Coro Parrocchiale: UNITI ... PASSO DOPO PASSO.  Così maturiamo nella fede, a volte incespicando a volte correndo, ma con la consapevolezza che non siamo soli e che siamo circondati dai piedi, dalle mani, dai volti dei ragazzi, degli adulti, degli anziani che, fianco a fianco, sono la Comunità di Mosson. Bello comunque il momento conviviale alla fine, vissuto con calma e con serenità. Spetta ora al Consiglio Pastorale unitario, cogliere anche questi passaggi, che parlano all'oggi delle nostre Comunità, per capire verso quali orizzonti camminare.  Con fiducia ci guidi la consapevolezza che ogni pur piccolo momento di fraternità è un grande dono ... ( Fabiola ) 

Avvisiamo che:

In queste ultime settimane qualcuno non ha ricevuto il foglietto settimanale che gli veniva inviato tramite la newsletter ... Il foglietto viene regolarmente inviato ... purtroppo anche la tecnologia ha i suoi misteri. Sta di fatto che il file con il foglietto settimanale finisce tra le SPAM ... se non lo vedete lo potete sicuramente ricuperare lì e riportarlo tra le email ricevute ...

 

La Scuola Materna di Caltrano

procede regolarmente con il suo impegno quotidiano 

in caso di pioggia non mancano le attività e la fantasia  

delle maestre che lavorano insieme ai nostri piccoli, con laboratori di ogni genere

Lunedì 28 settembre, ore 20.00, 

c'è l'incontro con il Comitato dei Genitori.

Faremo un po' il punto della situazione ed in particolare verrà precisata l'iniziativa della Sottoscrizione a Premi, predisposta per sostenere la Scuola Materna.  I biglietti sono già in distribuzione...

Altro appuntamento importante è previsto per la sera di venerdì 09 ottobre, ore 20.00 in sala del Centro Parrocchiale, con la Assemblea aperta a tutta la Comunità di Caltrano, per parlare appunto della nostra Scuola Materna e come sosternerla. 

Sono invitati in particolare i Genitori dei bimbi ma anche tutti coloro che hanno a cuore la nostra Scuola Materna ed il suo futuro ... 

Confidiamo e raccomandiamo la presenza di tutti ...

Reparto Costruzioni ... 

Reparto analisi mezzi in movimento e smontatori ... vediamo mo' come è fatto sto treno

 

Reparto cercatori d'oro e reperti d'epoca ...   alla fine dopo lunga ricerca è emersa una moneta del 1923 

valore 5 centesimi ... chissà come han fatto i bimbi a recuperarla ...   Bisogna proprio dire che non manca la fantasia ...

 

Commento al Vangelo di Domenica 27 settembre 2020

XXVI Domenica del Tempo Ordinario

 

Il Vangelo di questa domenica ci propone una breve parabola che racchiude però un grande insegnamento.  Gesù parlando con i capi del popolo porta l'esempio di un padre che chiede ai suoi due figli di andare a lavorare nella sua vigna.  Il primo figlio risponde subito affermativamente, ma poi non fa seguire alle parole i fatti.  

Il secondo figli risponde NON NE HO VOGLIA, ma poi si pente di aver risposto con un diniego, cambia idea e va a lavorarci.

Il pentimento è quindi un concetto centrale in questa parabola.  Il figlio che inizialmente rifiuta l'invito del padre poi si ravvede, si converte  e risponde affermativamente alla chiamata.  La domanda di Gesù CHI FA LA VOLONTA' DEL PADRE ?, presuppone già l'ovvia risposta che le opere sono più importanti delle parole: la fede senza le opere è una fede sterile, inutile.

Questi figli siamo noi che a volte abbiamo solo una fede fatta di buone intenzioni, che poi non portano ad una azione, ad un impegno concreto.  Altre volte invece non vogliamo lasciarci coinvolgere ci rifiutiamo di darci da fare nella vigna, che è la nostra famiglia, la parrocchia, la società in cui viviamo.

Il pentimento, la conversione però sono sempre possibili proprio perchè sempre misericordioso: sa attendere e non ti giudica.  Perchè pubblicani e prostitute passano avanti i farisei nel regno dei cieli ?   Perchè loro, che sono peccatori, emarginati, hanno accolto l'invito del Signore con più solerzia, con cuore aperto hanno risposto prontamente alla sua chiamata, quando invece i farisei che già credevano nel Dio di Abramo e si credevano giusti, sono rimasti sordi alla predicazione di Gesù.  

Alla fine sono sempre i fatti che contano: il cristianesimo non è una facciata che ci rende migliori degli altri, sono le buone azioni che fanno i buoni cristiani e si è sempre in tempo per cambiare rotta e dire il nostro SI' al Signore Gesù. ( Ombretta ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 20 settembre 2020

XXV Domenica del Tempo Ordinario

 

Siamo in periodo di vendemmia ... sembra quasi di sentire i canti di chi nelle campagne sta vendemmiando.  Un tempo era sicuramente un momento importante per la vita contadina, quello del raccolto: lavoravano un po' tutti i membri della famiglia, il vicinato, gente chiamata a dare una mano per una giornata ... Comunque motivo di festa.

La parabola che ascoltiamo in questa domenica ci riguarda tutti, poichè tutti siamo chiamati ad entrare nella vigna del Signore, nessuno escluso, per godere dei suoi frutti, del suo Amore, della sua Misericordia.  Ad una condizione: lasciarsi trovare.

Il padrone in questo non si stanca mai, continua ad uscire per vedere se ci sono altre persone, per invitarle.  

Finisce la giornata.  Tutti si attendono di ricevere il giusto. Ma gli ultimi ricevono quanto i primi ???

Si mormora ... Qui dobbiamo tornare all'inizio della parabola: Il regno dei cieli ...

Anche nelle nostre comunità succede questo, quanto chiacchiericcio inutile. Chi anziano di frequentazione della chiesa, spesso, pensa di avere diritti che non abbiamo e non possiamo avere nei confronti di chi viene per ultimo, la misura umana.

Forse non siamo capaci di aprire il nostro cuore all'Amore di Dio che è dato a noi, grazie allo Spirito Santo, ad ognuno di noi in eguale misura. Allora come non gioire, essere felici, quando nuovi operai entrano a far parte della Chiesa.  Ecco la nostra gioia, per il lavoro che siamo chiamati ad operare nella vigna delle nostre Comunità, potrà essere contagiosa.  Gesù ci dice. Questo vi ho detto perchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.  ( Pietro ) 

 

Ci avete fatto un grande regalo ...

 

Dopo altre sei mesi siamo tornati a celebrare l'Eucaristia in Casa di Riposo a Caltrano. Così ci siamo ritrovati nel cortile interno con un bel gruppo di ospiti, seguiti dagli operatori, per rivivere insieme, dopo tanto tempo, la celebrazione eucaristica.

 

Mi stupisce la forza che hanno i nostri anziani ... quando parliamo di chiusura, sicuramente il loro mondo è stato il più protetto in questi tempi di emergenza ... lo è ancora ma hanno una resistenza impressionante.

L'espressione più bella è nata da loro stessi al termine della celebrazione 

CHE BEL REGALO CHE ABBIAMO AVUTO OGGI ... 

C'è poi chi si diverte con le piccole cose

così ci sono le bolle che prima vanno su su su e poi giù giù giù 

un bel divertimento ... 

 

Commento al Vangelo di Domenica 13 settembre 2020

XXIV  Domenica del Tempo Ordinario

 

La splendida parabola che Gesù ci regala in questa domenica, prende avvio da una domanda di Pietro.  Lui, uomo concreto, vuole una regola precisa sul perdono, porre un limite oltre al quale il discepolo si sente a posto.  Fino a sette volte: già questa è un impresa.  Ma Gesù rilancia: occorre perdonare sempre ( questo il senso del 70 volte 7 ).

Gesù, con la narrazione della parabola che segue, ci fa capire il senso e la logica del perdono.  Esso non è l'eroico sforzo del discepolo, ma prima di tutto la presa di coscienza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio.  Siamo chiamati a perdonare perchè perdonati, non perchè più buoni. Troppe volte dimentichiamo una offesa subita, perchè tutto sommato ci sentiamo migliori.  Riuscire a perdonare persone che mi hanno profondamente ferito non è cosa semplice, anzi, credo che questa sia la cosa più difficile che il vangelo ci chiede.  Spesso sentiamo dire: perdono ma non dimentico una offesa.  Se anche ti incontro, tu che mi hai ferito, continuo ad essere turbato ma voglio augurarti la conversione.  Ti perdono perchè il perdono guarisce chi lo esercita, non colui a cui è destinato.  Non ti perdono per dimostrare qualcosa, ma perchè ne ho un bisogno assoluto, perchè il rancore fa male a me prima che a te, perchè ho bisogno di abbandonare la rabbia che avvelena la mia vita.  

Tra l'altro nella preghiera del Padre nostro, che Gesù ci ha insegnato, diciamo RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI.

Ma per ricevere perdono bisogna aprirsi, lasciare che l'amore di Dio ci entri dentro.  Bisogna cioè avere l 'umiltà di accettare che Dio ci ami nonostante tutto.

La bella notizia ? Dio ci perdona come un liberatore. Ti perdona come atto di fede in te. 

Quanto è difficile perdonare.  Ci vuole del tempo, una fede forte per perdonare chi mi ha fatto del male.  Ci vuole tempo e pazienza per costruirlo, non è un emozione di un momento, ma una adulta scelta sanguinante.  E' possibile perdonare, dice il Vangelo ... ecco la bella notizia.  ( Emilia ) 

Si riparte con i più piccoli ...

Come previsto lunedì 07 settembre, ore 9.00 puntuali è ripartita la SCUOLA MATERNA Parrocchiale  di Caltrano.  Tanti sono stati i lavori eseguiti per poter ripartire in tutta sicurezza, sia per ciò che riguarda la struttura, sia all'esterno come anche all'interno. Questo grazie alle persone che si sono rese disponibili e hanno tanto lavorato.  Lo stessa attenzione  per ciò che riguarda il le maestre, i contatti con i bimbi ed i loro Genitori. In particolare possiamo dire che la Scuola è praticamente suddivisa in due ambienti che sono totalmente indipendenti: nel piano inferiore vivranno i bimbi piccoli, per essi è stato ricavato anche uno spazio esterno, con tanto di cancello per la loro sicurezza.  Mentre i medi ed i grandi vivranno nel piano superiore della Scuola. 

Noi ci auguriamo che tutto possa procedere per il meglio ... e sin da ora grazie per tutte le collaborazioni possibili. Grazie.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' già un bel segno sentire le voci dei bimbi che ci fanno sentire tutta la loro vitalità ... 

 

                                                                                                                    

 

 

 

A tutti una buona settimana, Don Lauderio