Questo Sito delle parrocchie di Caltrano e Mosson si propone di evidenziare le varie attività di carattere pastorale.
La sezione "El Sojo Vasaro" è uno spazio dedicato a chi vuole offrire spunti di riflessione e proposte.



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Commento al Vangelo di Domenica 20 settembre 2020

XXV Domenica del Tempo Ordinario

 

Siamo in periodo di vendemmia ... sembra quasi di sentire i canti di chi nelle campagne sta vendemmiando.  Un tempo era sicuramente un momento importante per la vita contadina, quello del raccolto: lavoravano un po' tutti i membri della famiglia, il vicinato, gente chiamata a dare una mano per una giornata ... Comunque motivo di festa.

La parabola che ascoltiamo in questa domenica ci riguarda tutti, poichè tutti siamo chiamati ad entrare nella vigna del Signore, nessuno escluso, per godere dei suoi frutti, del suo Amore, della sua Misericordia.  Ad una condizione: lasciarsi trovare.

Il padrone in questo non si stanca mai, continua ad uscire per vedere se ci sono altre persone, per invitarle.  

Finisce la giornata.  Tutti si attendono di ricevere il giusto. Ma gli ultimi ricevono quanto i primi ???

Si mormora ... Qui dobbiamo tornare all'inizio della parabola: Il regno dei cieli ...

Anche nelle nostre comunità succede questo, quanto chiacchiericcio inutile. Chi anziano di frequentazione della chiesa, spesso, pensa di avere diritti che non abbiamo e non possiamo avere nei confronti di chi viene per ultimo, la misura umana.

Forse non siamo capaci di aprire il nostro cuore all'Amore di Dio che è dato a noi, grazie allo Spirito Santo, ad ognuno di noi in eguale misura. Allora come non gioire, essere felici, quando nuovi operai entrano a far parte della Chiesa.  Ecco la nostra gioia, per il lavoro che siamo chiamati ad operare nella vigna delle nostre Comunità, potrà essere contagiosa.  Gesù ci dice. Questo vi ho detto perchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.  ( Pietro ) 

 

Ci avete fatto un grande regalo ...

 

Dopo altre sei mesi siamo tornati a celebrare l'Eucaristia in Casa di Riposo a Caltrano. Così ci siamo ritrovati nel cortile interno con un bel gruppo di ospiti, seguiti dagli operatori, per rivivere insieme, dopo tanto tempo, la celebrazione eucaristica.

 

Mi stupisce la forza che hanno i nostri anziani ... quando parliamo di chiusura, sicuramente il loro mondo è stato il più protetto in questi tempi di emergenza ... lo è ancora ma hanno una resistenza impressionante.

L'espressione più bella è nata da loro stessi al termine della celebrazione 

CHE BEL REGALO CHE ABBIAMO AVUTO OGGI ... 

C'è poi chi si diverte con le piccole cose

così ci sono le bolle che prima vanno su su su e poi giù giù giù 

un bel divertimento ... 

 

Commento al Vangelo di Domenica 13 settembre 2020

XXIV  Domenica del Tempo Ordinario

 

La splendida parabola che Gesù ci regala in questa domenica, prende avvio da una domanda di Pietro.  Lui, uomo concreto, vuole una regola precisa sul perdono, porre un limite oltre al quale il discepolo si sente a posto.  Fino a sette volte: già questa è un impresa.  Ma Gesù rilancia: occorre perdonare sempre ( questo il senso del 70 volte 7 ).

Gesù, con la narrazione della parabola che segue, ci fa capire il senso e la logica del perdono.  Esso non è l'eroico sforzo del discepolo, ma prima di tutto la presa di coscienza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio.  Siamo chiamati a perdonare perchè perdonati, non perchè più buoni. Troppe volte dimentichiamo una offesa subita, perchè tutto sommato ci sentiamo migliori.  Riuscire a perdonare persone che mi hanno profondamente ferito non è cosa semplice, anzi, credo che questa sia la cosa più difficile che il vangelo ci chiede.  Spesso sentiamo dire: perdono ma non dimentico una offesa.  Se anche ti incontro, tu che mi hai ferito, continuo ad essere turbato ma voglio augurarti la conversione.  Ti perdono perchè il perdono guarisce chi lo esercita, non colui a cui è destinato.  Non ti perdono per dimostrare qualcosa, ma perchè ne ho un bisogno assoluto, perchè il rancore fa male a me prima che a te, perchè ho bisogno di abbandonare la rabbia che avvelena la mia vita.  

Tra l'altro nella preghiera del Padre nostro, che Gesù ci ha insegnato, diciamo RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI.

Ma per ricevere perdono bisogna aprirsi, lasciare che l'amore di Dio ci entri dentro.  Bisogna cioè avere l 'umiltà di accettare che Dio ci ami nonostante tutto.

La bella notizia ? Dio ci perdona come un liberatore. Ti perdona come atto di fede in te. 

Quanto è difficile perdonare.  Ci vuole del tempo, una fede forte per perdonare chi mi ha fatto del male.  Ci vuole tempo e pazienza per costruirlo, non è un emozione di un momento, ma una adulta scelta sanguinante.  E' possibile perdonare, dice il Vangelo ... ecco la bella notizia.  ( Emilia ) 

Si riparte con i più piccoli ...

Come previsto lunedì 07 settembre, ore 9.00 puntuali è ripartita la SCUOLA MATERNA Parrocchiale  di Caltrano.  Tanti sono stati i lavori eseguiti per poter ripartire in tutta sicurezza, sia per ciò che riguarda la struttura, sia all'esterno come anche all'interno. Questo grazie alle persone che si sono rese disponibili e hanno tanto lavorato.  Lo stessa attenzione  per ciò che riguarda il le maestre, i contatti con i bimbi ed i loro Genitori. In particolare possiamo dire che la Scuola è praticamente suddivisa in due ambienti che sono totalmente indipendenti: nel piano inferiore vivranno i bimbi piccoli, per essi è stato ricavato anche uno spazio esterno, con tanto di cancello per la loro sicurezza.  Mentre i medi ed i grandi vivranno nel piano superiore della Scuola. 

Noi ci auguriamo che tutto possa procedere per il meglio ... e sin da ora grazie per tutte le collaborazioni possibili. Grazie.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' già un bel segno sentire le voci dei bimbi che ci fanno sentire tutta la loro vitalità ... 

 

Commento al Vangelo di Domenica 06 settembre 2020

XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Correggere il fratello per salvarlo ...

Con il mese di settembre speriamo riprendano tutte le attività ... incontrare quei compagni di scuola, di lavoro e tutti gli amici che non abbiamo più visto. Incontrarsi è gioia, si parla, ci si racconta ciò che abbiamo vissuto, le cose che abbiamo visto, ciò che abbiamo capito.

In questa domenica il Vangelo di Matteo ci propone un brano davvero interessante perchè ci parla di come si vive in Comunità.  

In tutte le nostre famiglie ci sono delle regole, magari non scritte, però tutti i componenti della famiglia sono chiamati a rispettarle: da questo dipende l'armonia stessa della famiglia.

Così Gesù ci dà dei consigli per aiutarci a vivere bene, specialmente quando le cose non vanno per il verso giusto.  Capita di subire un torto ... succede spesso.  Gesù afferma che la persona che è stata offesa deve andare verso colui che l'ha offeso, deve parlare con lui, perchè chi offende spesso non ha il coraggio di chiedere scusa, di chiedere perdono, e questa cosa va fatta privatamente.

E' sicuramente un po' difficile, come andare contro corrente.

Se vediamo che questa persona non ci ascolta, possiamo prendere con noi altre due persone: sono i saggi della Comunità. Possono essere i Genitori per ciò che riguarda la famiglia, i sacerdoti, i catechisti, gli animatori, per ciò che riguarda il vissuto delle nostre Comunità. 

Potrebbe essere che questa persona non ascolta neppure loro.  Allora Gesù dice: sia per te come il pagano o il pubblicano.  Cosa significa? Significa che questa persona la dobbiamo amare ugualmente, senza aspettarci di essere riamati.  Non è facile ma è possibile ...

Un altra cosa di Gesù:  Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.  Perchè dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.  

Capiamo che non è semplicemente uno stare insieme ma è un essere in sintonia con Dio che abita la nostra stessa presenza, le nostre volontà. Pensiamo ad un coro o ad una banda che suona: tutti suonano il proprio strumento ma nasce una melodia armoniosa: questa esperienza è già espressione meravigliosa della presenza di Dio in mezzo a noi.  Questo potrà solo generare pace e gioia.

Vivere insieme, alla presenza di Dio, aiutandoci reciprocamente, senza distinzioni, per costruire la trama della Comunità. Ci aiuti il Signore a crescere con questi atteggiamenti da veri discepoli di Gesù.  ( Dorianna ) 

Mese di Settembre a sostegno del Seminario Diocesano di Padova

 

Nel numero della DIFESA DEL POPOLO dello scorso 9 agosto viene riportata la notizia della fine di una trattativa, durata ben 17 anni, riguardante la vendita del complesso edilizio che un tempo era il Seminario Minore di Tencarola.  Guardate che struttura, pensata per ospitare i ragazzi delle medie e del liceo, che si preparavano ad entrare in Seminario Maggiore.  La struttura precedente era qui vicino a noi, nel nostro territorio, il vecchio BARCON di Thiene, oramai inadeguato, per cui si pensò ad un nuovo seminario.  Praticamente fu inaugurato nel 1958 con il vescovo Bordignon.

Ma pensate che già alla metà degli anni Sessanta si cominciava a parlare di carenza di vocazioni. Cosa potremo dire oggi...  Lungo questi anni la vendita del Seminario di Tencarola è stata seguita dal rettore del Seminario: tanti sono stati gli intoppi burocratici.  Alla fin fine la vendita è servita per il Seminario Diocesano e la Facoltà Teologica.  Nel frattempo, oramai da qualche anno, il Seminario Minore, insieme a Casa S. Andrea è nel Comune di Rubano, realtà molto più contenuta e spesso ospitale per tante manifestazioni di carattere diocesano.

Rimane, anzi si accentua sempre più il problema vocazionale ... e questa realtà è sotto gli occhi di tutti.  Capire come e in che direzioni andare per favorire ogni vocazione ...

Don Giampaolo Dianin, rettore del Seminario Diocesano, anche quest'anno ribadisce il bisogno di sostenere il Seminario Diocesano, questa realtà che forma i sacerdoti del domani.  Con semplicità  e umiltà mi sento di ricordare a tutti che oggi più di ieri il Seminario ha bisogno del sostegno di tutta la Diocesi.

Lungo tutto il mese di Settembre non mancherà la nostra preghiera ed il nostro sostegno per il Seminario, a favore delle vocazioni. 

 

Commento al Vangelo di Domenica 30 agosto 2020

XXII Domenica del Tempo Ordinario

 

Nel vangelo di questa domenica Gesù descrive ciò che lo aspetta: quale Messia dovrà subire passione e morte per risorgere il terzo giorno.  Pietro si pone in aperto contrasto con questo esito e vuole difendere Gesù perchè ha in mente un Salvatore forte e vincente, sulla base della logica umana che si discosta nettamente da quella divina.  Gesù sceglie la via dell'amore, con un atto di amore immenso perde la sua vita per donarla a noi, sceglie di perdonarci per ciò che stavamo facendo, si affida alla volontà di Dio senza chiedere sconti.

Mi soffermo sulle parole di Gesù che sempre mi hanno colpita in quanto sono una risposta chiara e semplice alla domanda che spesso ci facciamo: COSA VUOLE DIO DA ME ?

Posso rispondere in mille modi ma questa è sempre stata la risposta che mi sono data e che tento di realizzare anche se con molta fatica:  Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.  Ancora oggi mi domando il senso profondo di quel rinneghi se stesso, mentre risultano molto più comprensibili le parole prenda la sua croce e  mi segua.

Ognuno di noi sa qual è la sua croce o le sue croci: possono nascere dai nostri sentimenti di invidia, gelosia, chiusura, poca disponibilità ... ed il portarle ci permette di modificare tanti atteggiamenti negativi ed imparare invece a vivere la vita con sentimenti basati sulla apertura e l'accoglienza dell'altro.  Possono essere anche croci di sofferenze e di fatiche che la vita, e non certo Dio, ci riserva.  In questo caso portarle mi ha sempre consentito di percepire la vicinanza di Dio, cogliere il suo volto paterno e sentire la sua vicinanza.  ( Fabiola ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 23 agosto 2020

XXI Domenica del Tempo Ordinario

 

Nel vangelo di questa domenica Gesù approfitta di un momento di intimità con i suoi discepoli per chiedere loro: LA GENTE CHI DICE CHE IO SIA ?

Una bella domanda che ci poniamo ogni anno alla fine dell'estate: Chi è per me Gesù ?

Ognuno di noi ha un approccio diverso con il Signore, ognuno è influenzato dal modo in cui l'ha conosciuto, dalla forza di convinzione di chi ce ne ha parlato, siano essi genitori, nonni, sacerdoti o catechisti.

E' importante però che arrivi il momento in cui si fa esperienza personale di Gesù, come è stato per l'apostolo Simone che, dopo aver vissuto insieme ha riconosciuto in Lui il Cristo, il Messia che tutti aspettavano.  Immagino la solennità ma anche la semplicità del momento: si sono guardati negli occhi, ciascuno di loro ha scoperto la verità dell'altro ed è nata la Chiesa.  Non ti chiamerai più Simone ma Pietro, fondamento di una grande famiglia che insieme costruiremo.

Ecco allora che non ci basta sapere qualcosa su Gesù, occorre riconoscerlo nella vita di tutti i giorni, entrare in intimità con Lui ed accoglierlo come persona essenziale della nostra vita.  E quando sarà il momento, ci consegnerà le chiavi stesse di casa, come ha fatto con Pietro.  Le chiavi sono il segno di un riconoscimento, le si da a chi ci si fida.  Se noi lo riconosciamo, Lui Gesù, si fiderà di noi  ( Sonia ) 

 

 

 

Torna la DIRETTA

Qualche giorno fa, un temporale aveva danneggiato la telecamera che ci permette la DIRETTA, con la possibilità di seguire le celebrazioni in chiesa parrocchiale.  In particolare non si poteva sentire quindi era saltato il segnale audio.

Ora, dopo un paziente intervento, ( Alessio  )  è possibile nuovamente seguire la diretta, accedendo al sito parrocchiale. Anzi il segnale audio è stato migliorato ... 

 

Commento al Vangelo di Domenica 16 agosto

XX Domenica del Tempo Ordinario

La Parola di Dio della XX Domenica del Tempo Ordinario ci annuncia il desiderio di Dio che ogni uomo possa incontrare la salvezza. La pagina del Vangelo di Matteo si conclude proprio con le parole di Gesù: Donna, davvero grande è la tua fede ... 

 Matteo ci dice che Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e Sidone.  Visto il periodo potremo dire che Gesù va in vacanza, perchè esce dal suo territorio e entra in terra straniera.  A parte gli scherzi, nei vangeli delle ultime domeniche ascoltiamo spesso di Gesù che si ritira da solo, si stacca dalla folla.  Vuole stare da solo con se stesso, con la sua coscienza, con il Padre suo che gli parla al cuore.  Credo che tutti prima o poi sentiamo questa necessità.  E' in fondo il desiderio di prendersi del tempo, fatto di silenzio, per poter rileggere cosa accade dentro di noi e intorno a noi, cosa fare perchè il nostro vissuto abbia un senso ed un significato.La pagina del Vangelo di Matteo ci riporta anche di un incontro imprevisto.  Gesù stesso si meraviglia della fede di una donna straniera che lo pressa con la sua insistenza. Questa donna chiede aiuto per la sua figlia ... le sue parole penetrano nel cuore di Gesù, che coglie come il suo amore non possa aver confini.  L'amore di Cristo è di tutti e per tutti. 

Mi vengono spontanee due considerazioni.  La prima è che non dobbiamo mai sentirci degli arrivati come cristiani. La vita è un continuo cambiamento così anche  la fede, alimentata e irrobustita, è un continuo divenire. L'incontro con Cristo Gesù è sempre qualcosa di nuovo e porta salvezza e gioia.    Possa aiutarci anche un semplice augurio.  Siano le nostre vacanze l'occasione per incontri belli, che ci guidano sempre più a sentire Dio vicino, siano tempo utile per trovare nuove risorse per affrontare con il giusto entusiasmo l'impegno di ogni giorno. ( Pia )

 

Gruppo Cura del Verde

Operativi ...

 

la cammina che se un piacere 

 

datemi un decespugliatore e vi aprirò una strada 

 

che vi porterà a chiare, fresche, dolci acque.

Come sempre un bel lavoro ... operativi comunque. 

 

FESTA PATRONALE di San Gaetano

in Parrocchia a Mosson

 Certamente in tono minore, rispetto agli anni scorsi, in cui si poteva degustare un buon piatto di gnocchi, ma comunque in maniera sobria e solenne insieme, abbiamo vissuto la festa del patrono san Gaetano a Mosson,  nella serata di venerdì 07 agosto.   Così abbiamo potuto partecipare ad una bella e sentita Eucaristia, sobria e solenne insieme, grazie alla animazione del coro parrocchiale, alle preghiere e alla significativa relazione pastorale, preparata per questa occasione.  Belli anche i tre giovanotti che hanno fatto da ministranti ...

 Oramai sono di provate esperienza ... e si va sul sicuro. Mascherati e simpatici ... 

Al termine dell'Eucaristia una gustosa anguria ha preso il posto del tipico piatto di gnocchi che si poteva trovare ogni anno come da tradizione.  Pazienza ... è stato comunque positivo vivere un momento semplice di fraternità al termine dell'eucaristia e l'anguria ci stava proprio bene ...

Impetraci o san Gaetano ... Donaci o san Gaetano ... tutto molto più semplice

 

con gusto e mantenendo le distanze

 

chissà che il prossimo anno possiamo tornare a gustare un buon piatto di gnocchi ... 

anche se non è proprio male condividere un buon pezzo di anguria ...

 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 09 agosto 2020

XIX Domenica del Tempo Ordinario

 

Quando ho ricevuto il sacramento dell'Eucaristia, nella festa di Prima Comunione mi è stato regalato un piccolo libro dal titolo RACCONTI DAL VANGELO. Un libro con immagini grandi, che riassumeva la vita di Gesù.  Colori caldi e vivaci adatti ad un bambino.  Uno di questi racconti rappresentava proprio il vangelo di questa domenica. Però il racconto era affiancato da una immagine dai colori cupi, onde alte e minacciose, persone spaventate su una barca in mezzo alla bufera.  Sulla destra un mare calmo, Gesù che allunga il braccio  rassicurante, proprio per dire che lui è lì pronto a dare aiuto a quelle persone disperate.

Tutti nella vita siamo come gli apostoli, talvolta in situazioni di angoscia e disperazione, in tante occasioni fatichiamo a vedere la luce, o come Pietro assaliti dal dubbio, incapaci di riconoscere la presenza del Signore Gesù, nelle nostre vicende personali o nella storia.    Di certo il tempo in cui viviamo non ci aiuta a vivere con speranza il nostro presente o ciò che sarà del nostro futuro.  Ma il Maestro ci invita ad avere coraggio, invita noi UOMINI DI POCA FEDE a riscoprire che lui è sempre presente, ogni giorno, sia nella gioia come anche nei momenti del dolore.  Chiede alla Chiesa intera, rappresentata dal quella barca agitata dalle onde e dalla tempesta del vento, di perseverare nella fede.  E mi risuonano forti le parole di papa Francesco proclamate nella piazza san Pietro deserta, quando diceva: Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, chiamati e remare insieme.  ( Lucia Z. ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 02 agosto 2020

XVIII Domenica del Tempo Ordinario

 

Gesù ha appena appreso la notizia della morte terribile di Giovanni Battista, ne è colpito e vuole rimanere solo. Questa notizia lo spinge ad allontanarsi con la barca sul lago.  Ma la folla non lo lascia ... quando accosta all'altra riva essa è già là: sono malati e sofferenti, tutti bisognosi di un Salvatore e Gesù non si sottrae.

Le ore passano e la gente ha fame ... Gesù sa che hanno bisogno di essere sfamati.

Anche per noi la fame. Fame di affetto, di gioia, di pace, di emozioni, di amore, di amicizia.  Il nostro mondo spesso ci inganna facendoci credere che la nostra fame si placherà con poco ( il profitto, i beni materiali, la notorietà ... ) ma solo se alziamo lo sguardo verso di Dio ce la possiamo fare.

Gesù dà senza fare conti. Dona se stesso ed esige dai suoi DATE LORO VOI STESSI DA MANGIARE tradotto significa dividete il poco che avete ( cinque pani e due pesci ).

Matteo, nel raccontare il gesto di Gesù, allude chiaramente all' Eucaristia della Comunità.  Quasi a dire che possiamo entrare nella logica della condivisione, a partire dal poco che siamo, solo se sappiamo attingere al gesto straordinario di Gesù che per primo diventa cibo. L'Eucaristia diventa forza e modello del nostro agire.

Nulla ci separa dall'amore di Cristo, perciò possiamo farci pane spezzato. ( Serena C. ) 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 26 luglio 2020

XVII Domenica del Tempo Ordinario

 

Il vangelo di Matteo, per questa domenica ci affida ben tre parabole, sul Regno dei Cieli.  Nella prima un uomo scopre un tesoro in un campo. La persona che scopre il tesoro non è ben identificata, sicuramente non è il padrone del campo, tant'è che una volta scoperto il tesoro, corre a comprare quel campo. Qualcuno potrebbe pensare Che fortunato.  Ci inciampa per caso. Chissà a quante altre persone in difficoltà sarebbe servito. Ma noi sappiamo quante persone hanno attraversato quel campo ?  Effettivamente solo lui ha trovato il tesoro. Prende coscienza che per quel tesoro vale la pena di spogliarsi di tutto ciò che si ha pur di raggiungerla e ottenerla.

Nella seconda parabola il mercante che contratta e ricerca merci preziose per lavoro, trova una perla di inestimabile valore.  Anche per lui il merito di discernere, di riconoscerla, di comprarla. Il coraggio di lasciare tutto pur di comprare la perla più preziosa e più bella.

Ma per me che non ho ne fortuna, ne occhio come fare per riconoscere il mio tesoro ?

Credo semplicemente vivere la mia vita con rettitudine, cercando di seguire i principi del vangelo. In modo che quando verrò pescato dal Pescatore, potrò essere posto tra i pesci buoni, quelli che sfamano, portano nutrimento e riescono a restituire ciò che di bello e di buono hanno scoperto durante la propria vita.  ( Serena B. ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 19 luglio 2020

XVI Domenica del Tempo Ordinario

 

Il Vangelo di Matteo torna ancora, con una parabola narrata e spiegata da Gesù, sul tema della semina.  In questo campo il grano cresce e matura insieme alla zizzania: alla fine, nel momento della mietitura, ci sarà la separazione dell'erba cattiva dal grano buono.

Tutti sappiamo che nella vita le nostre azioni, le nostre parole, i nostri comportamenti, possono essere orientati dalla nostra coscienza che sceglie il bene o il male. Ci è data l'opportunità di vivere cristianamente, alla luce di Cristo e del suo Vangelo di capire la differenza tra il bene e il male per scegliere cosa vogliamo essere nella nostra vita.  Seme buono quindi.  Anche se sappiamo che la nostra natura umana talvolta ci porta a compiere il male.  Conosciamo bene quelle che sono le nostra fragilità, le nostre inclinazioni al peccato. Quando agiamo per tornaconto personale, quando cediamo alle nostre debolezze, allora lasciamo crescere la zizzania nel campo della nostra vita.

La sapienza cristiana ci ha dato un bel allenamento per capire meglio come questa verità fa parte della nostra vita.  Pensiamo all'esercizio dell'esame di coscienza quotidiano.  Ripensare al cammino delle nostre giornate, come le viviamo, può essere un bell'allenamento per capire i nostri errori, le nostre debolezze, per tentare di estirpare la zizzania che cresce nel campo della nostra vita e permettere al seme buono di germogliare per poi dare frutti di carità e di pace. ( Loredana )  

Una bella scarpinata al cospetto delle Torri del Vajolet

   

     

Una camminata di circa 5 ore ma ne è valsa la pena per una giornata di sole e soprattutto in amicizia ... e alla prossima 

Commento al Vangelo di Domenica 12 luglio 2020

XV Domenica del Tempo Ordinario

 

Gesù parla alla folla in parabole, raggiungendo un duplice effetto, da una parte un linguaggio semplice e comprensibile e dall'altra parte spinge ad una riflessione che richiede capacità di ascolto e di andare oltre le parole.  La parabola del SEMINATORE: una parabole tra le più belle e significative a mio avviso.

Tre i protagonisti: il seminatore, il terreno ed il seme. Tutti e tre importanti.

Il seminatore.  Gesù parla di se stesso, o meglio della presenza e della attività misteriosa di Dio nel mondo e nell'uomo, per condurli ad un destino di salvezza. 

Il terreno.  Diverse sono le situazioni in cui il seme viene accolto e comunque anche se tutta la semente non cade nel terreno buono, Egli non smette di seminare in noi.

Gesù conosce il cuore dell'uomo a volte indurito e superficiale, ma Egli semina in abbondanza perchè è sempre fiducioso che in noi ci possa essere un raccolto, che non sarà del cento o del sessanta, potrebbe essere anche del trenta per uno.

Il seme. E'la Parola, il Vangelo che la terra buona è capace di accogliere in profondità.

Quindi oggi siamo invitati prima di tutto a credere nella potenza della Parola vivente di Dio che è capace di trasformare la nostra vita.

Alla fine del racconto Gesù chiede ai discepoli di ascoltare. L'ascolto non termina mai perchè il dono che ci viene elargito ha bisogno di essere interiorizzato, approfondito, fatto proprio.  E' in questo modo che la Parola di Dio si immerge sempre più nel terreno della nostra vita.  La nostra attenzione va quindi posta non tanto su quanto frutto riusciamo a portare, piuttosto interroghiamoci sulla nostra capacità di acccoglienza e di ascolto della Parola che viene seminata nella nostra vita.  Emilia

 

Commento al Vangelo di Domenica 05 luglio 2020

Domenica XIV del Tempo Ordinario

Ti benedico o Padre...

Le prime parole pronunciate da Gesù, in questa pagina del Vangelo di Matteo, sono una preghiera di ringraziamento, che Gesù innalza al Padre.

Anche noi, a volte abbiamo iniziato a pregare così. Magari al termine di una giornata, oppure dopo un incontro in parrocchia, o al termine di un incontro di catechesi con i ragazzi ... Gesù prega per un motivo speciale.  Ci fa capire che il suo progetto di salvezza si realizza attraverso le persone, i gesti, le loro relazioni e le loro opere.  E Gesù ringrazia Dio Padre perchè coloro che accolgono questo progetto sono i piccoli, superbi e orgogliosi rimangono fuori dal pensiero di Dio.

PICCOLI  non vuol certo dire diventare bambini fisicamente, non si può tornare indietro con gli anni... 

Si può però vivere con quel senso di fiducia che ogni bimbo nutre nei confronti del proprio papà e della propria mamma, specie quando tra le loro braccia si sentono al sicuro. PICCOLI quindi fiduciosi della Parola di Dio, della sua presenza che ci fa stare al sicuro, senza paure.

Gesù poi ci invita a cercarlo specialmente nei momenti in cui siamo stanchi, quando la vita si fa pesante e siamo sconfortati ... VENITE A ME E TROVERETE RISTORO ... Quante volte, dopo una corsa, abbiamo il fiato corto, specie se non siamo allenati. Abbiamo bisogno di fermarci, vivere un momento di riposo e di pace, che ci rigenera. Lo possiamo trovare in  Gesù, che  ci invita a prendere il suo giogo su di noi per procedere diritti e camminare lungo la sua via. Alla sua presenza e con la sua guida tutta la nostra vita sarà più semplice e serena.                                 

                                         

 

 

 

 

                                                    

 

 

 

In questo fine settimana sarà in distribuzione

in chiesa il nuovo numero del periodico

EL  SOJO VASARO

Un vivo ringraziamento al Gruppo di Redazione e ai vari collaboratori

che hanno contribuito alla stesura di questo numero. 

 

Commento al Vangelo di Domenica 28 giugno

XIII Domenica del Tempo Ordinario

La pagina del Vangelo di Matteo di questa domenica si suddivide in modo marcato in due parti.  Nella prima Gesù ci mette in guardia su ciò che non è degno di lui:  Chi ama padre o madre, il figlio o la figlia, più di me ... non è degno di me.

Queste parole NON E' DEGNO DI ME risuonano in maniera forte e sembrano intimarci una scelta che pare stridere con il messaggio d'amore del Vangelo stesso.  Credo però che Gesù intenda dirci che non possiamo fermarci al nostro mondo privato, personale, rinchiuderci nella nostra cerchia di affetti rassicuranti, ma di lasciare le porte aperte, disposti ad amare i fratelli proprio come ha fatto Gesù.

La seconda parte del Vangelo ci indica infatti la strada da seguire, rimarcata in maniera significativa dal quel verbo ACCOGLIERE.  Ci viene affidata la strada della accoglienza dell'altro e della carità nei confronti dei fratelli che altro non sono che il volto di Dio.

Questo vangelo ci prepara bene alla festa del 29 giugno, dei santi apostoli Pietro e Paolo, che si ergono a modello di persone che hanno preso la loro croce e lo hanno seguito fino a morire per Gesù, pur di non rinnegare la fede in Lui.

Commento al Vangelo di Domenica 21 giugno 2020

XII Domenica del Tempo Ordinario

 

Riprendiamo il cammino del Tempo Ordinario, con il Vangelo di Matteo. 

Abbiamo ancora davanti agli occhi tante situazioni critiche, legate alla Emergenza appena vissuta, dove la paura ha fatto da padrona.  Per tre volte, nel vangelo di Matteo, ascolteremo le parole rassicuranti di Gesù: NON ABBIATE PAURA.  Dio è nostro Padre, ha cura di noi, siamo preziosi ai suoi occhi ... a volte mi chiedo come sia possibile che Dio si interessi di me, piccola creatura in mezzo a milioni e milioni di persone, che hanno molto più bisogno di me. TU VALI mi dice Dio.

In una altra parte del Vangelo si legge che nemmeno un passero cadrà a terra senza il volere del Padre.  Eppure se guardiamo la realtà della vita i passeri continuano a cadere, gli innocenti a morire, i bambini ad essere venduti a poco più di un soldo ... Ma allora Dio che fa a favore della terra ? E' Dio che spezza le ali della nostra vita ?  No.  E' il cuore dell'uomo che spesso è crudele.  Gesù ci assicura invece che neppure un passero cadrà a terra, poichè siamo nel cuore di Dio.

Dio è presente sempre con il suo Amore.  Il cristiano è colui che sperimentando tutto questo lo annuncia sulle terrazze, sul posto di lavoro, nella scuola, negli incontri di ogni giorno.  Grazie Signore perchè ai tuoi occhi ognuno di noi è un PEZZO UNICO.

Commento al Vangelo di Domenica 14 giugno 2020

Solennità del Corpus Domini

 

In questa domenica di metà giugno la Chiesa celebra la solennità del Corpus Domini, ossia del Corpo di Cristo, che si fa cibo per la vita degli uomini.    Ma l'uomo di che cibo sente il bisogno ?

Il primo è sicuramente il cibo che dona energia al corpo e fra tutti il più diffuso e amato è il pane, base per ogni tavola, cibo semplice ed essenziale, ma buono e sostanzioso.

L'essere umano però per vivere ha bisogno di alimentarsi anche di altre forme di cibo: conoscenze, esperienze, relazioni e scelte di vita.  E come una buona alimentazione aiuta a mantenere un corpo sano, così anche le nostre scelte ci permettono di sentirci più o meno bene con noi stessi.  

Gesù nel vangelo di oggi ci dice: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. Accogliere questa sua parola significa veramente fidarsi della sua Persona, credergli fino in fondo...

All'inizio di quest'anno è mancata la mia mamma ed è stato un momento davvero tanto triste e doloroso.  Una cara amica, e successivamente un sacerdote, nel consolarmi mi dissero che ad un certo punto il dolore sarebbe diminuito e che l'avrei sentita vicina, anche attraverso dei piccoli segni, delle coincidenze. E così è stato ... Porto nel cuore, in particolare, una serata di preghiera con la Adorazione Eucaristica. Non è che mi manchi meno, ma mi sono convinta che non mi ha lasciata sola, e ora lo dico sempre a chi perde una persona cara, anche se sembrano frasi di circostanza.  

Continua a maturare pertanto dentro di me la convinzione che l'essere umano non può accontentarsi di nutrirsi di cibo, di lavoro, di svago, ma ha bisogno anche dello Spirito che scende la domenica nel Pane Eucaristico, che offre doni invisibili agli occhi, ma reali e di grande valore. Pane eucaristico che insieme alla Parola di Dio, penso sia il sostegno per affrontare la vita con tutte le sue sorprese, le sue incognite, le sue fatiche.  PANE che dona pace e serenità, gustando ogni singolo dono e sentendosi sempre accompagnati dall'Amore.

Sintesi del Consiglio Pastorale

di Caltrano e Mosson 

di Venerdì 05 giugno 2020

( cliccando sulla foto della chiesa di Mosson potrete trovare la sintesi del Consiglio Pastorale di venerdì 05 giugno )

                                                                                                                    

 

 

 

A tutti una buona settimana, Don Lauderio