Questo Sito delle parrocchie di Caltrano e Mosson si propone di evidenziare le varie attività di carattere pastorale.
La sezione "El Sojo Vasaro" è uno spazio dedicato a chi vuole offrire spunti di riflessione e proposte.



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Commento al Vangelo di Domenica 09 agosto 2020

XIX Domenica del Tempo Ordinario

 

Quando ho ricevuto il sacramento dell'Eucaristia, nella festa di Prima Comunione mi è stato regalato un piccolo libro dal titolo RACCONTI DAL VANGELO. Un libro con immagini grandi, che riassumeva la vita di Gesù.  Colori caldi e vivaci adatti ad un bambino.  Uno di questi racconti rappresentava proprio il vangelo di questa domenica. Però il racconto era affiancato da una immagine dai colori cupi, onde alte e minacciose, persone spaventate su una barca in mezzo alla bufera.  Sulla destra un mare calmo, Gesù che allunga il braccio  rassicurante, proprio per dire che lui è lì pronto a dare aiuto a quelle persone disperate.

Tutti nella vita siamo come gli apostoli, talvolta in situazioni di angoscia e disperazione, in tante occasioni fatichiamo a vedere la luce, o come Pietro assaliti dal dubbio, incapaci di riconoscere la presenza del Signore Gesù, nelle nostre vicende personali o nella storia.    Di certo il tempo in cui viviamo non ci aiuta a vivere con speranza il nostro presente o ciò che sarà del nostro futuro.  Ma il Maestro ci invita ad avere coraggio, invita noi UOMINI DI POCA FEDE a riscoprire che lui è sempre presente, ogni giorno, sia nella gioia come anche nei momenti del dolore.  Chiede alla Chiesa intera, rappresentata dal quella barca agitata dalle onde e dalla tempesta del vento, di perseverare nella fede.  E mi risuonano forti le parole di papa Francesco proclamate nella piazza san Pietro deserta, quando diceva: Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, chiamati e remare insieme.  ( Lucia Z. ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 02 agosto 2020

XVIII Domenica del Tempo Ordinario

 

Gesù ha appena appreso la notizia della morte terribile di Giovanni Battista, ne è colpito e vuole rimanere solo. Questa notizia lo spinge ad allontanarsi con la barca sul lago.  Ma la folla non lo lascia ... quando accosta all'altra riva essa è già là: sono malati e sofferenti, tutti bisognosi di un Salvatore e Gesù non si sottrae.

Le ore passano e la gente ha fame ... Gesù sa che hanno bisogno di essere sfamati.

Anche per noi la fame. Fame di affetto, di gioia, di pace, di emozioni, di amore, di amicizia.  Il nostro mondo spesso ci inganna facendoci credere che la nostra fame si placherà con poco ( il profitto, i beni materiali, la notorietà ... ) ma solo se alziamo lo sguardo verso di Dio ce la possiamo fare.

Gesù dà senza fare conti. Dona se stesso ed esige dai suoi DATE LORO VOI STESSI DA MANGIARE tradotto significa dividete il poco che avete ( cinque pani e due pesci ).

Matteo, nel raccontare il gesto di Gesù, allude chiaramente all' Eucaristia della Comunità.  Quasi a dire che possiamo entrare nella logica della condivisione, a partire dal poco che siamo, solo se sappiamo attingere al gesto straordinario di Gesù che per primo diventa cibo. L'Eucaristia diventa forza e modello del nostro agire.

Nulla ci separa dall'amore di Cristo, perciò possiamo farci pane spezzato. ( Serena C. ) 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 26 luglio 2020

XVII Domenica del Tempo Ordinario

 

Il vangelo di Matteo, per questa domenica ci affida ben tre parabole, sul Regno dei Cieli.  Nella prima un uomo scopre un tesoro in un campo. La persona che scopre il tesoro non è ben identificata, sicuramente non è il padrone del campo, tant'è che una volta scoperto il tesoro, corre a comprare quel campo. Qualcuno potrebbe pensare Che fortunato.  Ci inciampa per caso. Chissà a quante altre persone in difficoltà sarebbe servito. Ma noi sappiamo quante persone hanno attraversato quel campo ?  Effettivamente solo lui ha trovato il tesoro. Prende coscienza che per quel tesoro vale la pena di spogliarsi di tutto ciò che si ha pur di raggiungerla e ottenerla.

Nella seconda parabola il mercante che contratta e ricerca merci preziose per lavoro, trova una perla di inestimabile valore.  Anche per lui il merito di discernere, di riconoscerla, di comprarla. Il coraggio di lasciare tutto pur di comprare la perla più preziosa e più bella.

Ma per me che non ho ne fortuna, ne occhio come fare per riconoscere il mio tesoro ?

Credo semplicemente vivere la mia vita con rettitudine, cercando di seguire i principi del vangelo. In modo che quando verrò pescato dal Pescatore, potrò essere posto tra i pesci buoni, quelli che sfamano, portano nutrimento e riescono a restituire ciò che di bello e di buono hanno scoperto durante la propria vita.  ( Serena B. ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 19 luglio 2020

XVI Domenica del Tempo Ordinario

 

Il Vangelo di Matteo torna ancora, con una parabola narrata e spiegata da Gesù, sul tema della semina.  In questo campo il grano cresce e matura insieme alla zizzania: alla fine, nel momento della mietitura, ci sarà la separazione dell'erba cattiva dal grano buono.

Tutti sappiamo che nella vita le nostre azioni, le nostre parole, i nostri comportamenti, possono essere orientati dalla nostra coscienza che sceglie il bene o il male. Ci è data l'opportunità di vivere cristianamente, alla luce di Cristo e del suo Vangelo di capire la differenza tra il bene e il male per scegliere cosa vogliamo essere nella nostra vita.  Seme buono quindi.  Anche se sappiamo che la nostra natura umana talvolta ci porta a compiere il male.  Conosciamo bene quelle che sono le nostra fragilità, le nostre inclinazioni al peccato. Quando agiamo per tornaconto personale, quando cediamo alle nostre debolezze, allora lasciamo crescere la zizzania nel campo della nostra vita.

La sapienza cristiana ci ha dato un bel allenamento per capire meglio come questa verità fa parte della nostra vita.  Pensiamo all'esercizio dell'esame di coscienza quotidiano.  Ripensare al cammino delle nostre giornate, come le viviamo, può essere un bell'allenamento per capire i nostri errori, le nostre debolezze, per tentare di estirpare la zizzania che cresce nel campo della nostra vita e permettere al seme buono di germogliare per poi dare frutti di carità e di pace. ( Loredana )  

Una bella scarpinata al cospetto delle Torri del Vajolet

   

     

Una camminata di circa 5 ore ma ne è valsa la pena per una giornata di sole e soprattutto in amicizia ... e alla prossima 

Commento al Vangelo di Domenica 12 luglio 2020

XV Domenica del Tempo Ordinario

 

Gesù parla alla folla in parabole, raggiungendo un duplice effetto, da una parte un linguaggio semplice e comprensibile e dall'altra parte spinge ad una riflessione che richiede capacità di ascolto e di andare oltre le parole.  La parabola del SEMINATORE: una parabole tra le più belle e significative a mio avviso.

Tre i protagonisti: il seminatore, il terreno ed il seme. Tutti e tre importanti.

Il seminatore.  Gesù parla di se stesso, o meglio della presenza e della attività misteriosa di Dio nel mondo e nell'uomo, per condurli ad un destino di salvezza. 

Il terreno.  Diverse sono le situazioni in cui il seme viene accolto e comunque anche se tutta la semente non cade nel terreno buono, Egli non smette di seminare in noi.

Gesù conosce il cuore dell'uomo a volte indurito e superficiale, ma Egli semina in abbondanza perchè è sempre fiducioso che in noi ci possa essere un raccolto, che non sarà del cento o del sessanta, potrebbe essere anche del trenta per uno.

Il seme. E'la Parola, il Vangelo che la terra buona è capace di accogliere in profondità.

Quindi oggi siamo invitati prima di tutto a credere nella potenza della Parola vivente di Dio che è capace di trasformare la nostra vita.

Alla fine del racconto Gesù chiede ai discepoli di ascoltare. L'ascolto non termina mai perchè il dono che ci viene elargito ha bisogno di essere interiorizzato, approfondito, fatto proprio.  E' in questo modo che la Parola di Dio si immerge sempre più nel terreno della nostra vita.  La nostra attenzione va quindi posta non tanto su quanto frutto riusciamo a portare, piuttosto interroghiamoci sulla nostra capacità di acccoglienza e di ascolto della Parola che viene seminata nella nostra vita.  Emilia

 

Commento al Vangelo di Domenica 05 luglio 2020

Domenica XIV del Tempo Ordinario

Ti benedico o Padre...

Le prime parole pronunciate da Gesù, in questa pagina del Vangelo di Matteo, sono una preghiera di ringraziamento, che Gesù innalza al Padre.

Anche noi, a volte abbiamo iniziato a pregare così. Magari al termine di una giornata, oppure dopo un incontro in parrocchia, o al termine di un incontro di catechesi con i ragazzi ... Gesù prega per un motivo speciale.  Ci fa capire che il suo progetto di salvezza si realizza attraverso le persone, i gesti, le loro relazioni e le loro opere.  E Gesù ringrazia Dio Padre perchè coloro che accolgono questo progetto sono i piccoli, superbi e orgogliosi rimangono fuori dal pensiero di Dio.

PICCOLI  non vuol certo dire diventare bambini fisicamente, non si può tornare indietro con gli anni... 

Si può però vivere con quel senso di fiducia che ogni bimbo nutre nei confronti del proprio papà e della propria mamma, specie quando tra le loro braccia si sentono al sicuro. PICCOLI quindi fiduciosi della Parola di Dio, della sua presenza che ci fa stare al sicuro, senza paure.

Gesù poi ci invita a cercarlo specialmente nei momenti in cui siamo stanchi, quando la vita si fa pesante e siamo sconfortati ... VENITE A ME E TROVERETE RISTORO ... Quante volte, dopo una corsa, abbiamo il fiato corto, specie se non siamo allenati. Abbiamo bisogno di fermarci, vivere un momento di riposo e di pace, che ci rigenera. Lo possiamo trovare in  Gesù, che  ci invita a prendere il suo giogo su di noi per procedere diritti e camminare lungo la sua via. Alla sua presenza e con la sua guida tutta la nostra vita sarà più semplice e serena.                                 

                                         

 

 

 

 

                                                    

 

 

 

In questo fine settimana sarà in distribuzione

in chiesa il nuovo numero del periodico

EL  SOJO VASARO

Un vivo ringraziamento al Gruppo di Redazione e ai vari collaboratori

che hanno contribuito alla stesura di questo numero. 

 

Commento al Vangelo di Domenica 28 giugno

XIII Domenica del Tempo Ordinario

La pagina del Vangelo di Matteo di questa domenica si suddivide in modo marcato in due parti.  Nella prima Gesù ci mette in guardia su ciò che non è degno di lui:  Chi ama padre o madre, il figlio o la figlia, più di me ... non è degno di me.

Queste parole NON E' DEGNO DI ME risuonano in maniera forte e sembrano intimarci una scelta che pare stridere con il messaggio d'amore del Vangelo stesso.  Credo però che Gesù intenda dirci che non possiamo fermarci al nostro mondo privato, personale, rinchiuderci nella nostra cerchia di affetti rassicuranti, ma di lasciare le porte aperte, disposti ad amare i fratelli proprio come ha fatto Gesù.

La seconda parte del Vangelo ci indica infatti la strada da seguire, rimarcata in maniera significativa dal quel verbo ACCOGLIERE.  Ci viene affidata la strada della accoglienza dell'altro e della carità nei confronti dei fratelli che altro non sono che il volto di Dio.

Questo vangelo ci prepara bene alla festa del 29 giugno, dei santi apostoli Pietro e Paolo, che si ergono a modello di persone che hanno preso la loro croce e lo hanno seguito fino a morire per Gesù, pur di non rinnegare la fede in Lui.

Commento al Vangelo di Domenica 21 giugno 2020

XII Domenica del Tempo Ordinario

 

Riprendiamo il cammino del Tempo Ordinario, con il Vangelo di Matteo. 

Abbiamo ancora davanti agli occhi tante situazioni critiche, legate alla Emergenza appena vissuta, dove la paura ha fatto da padrona.  Per tre volte, nel vangelo di Matteo, ascolteremo le parole rassicuranti di Gesù: NON ABBIATE PAURA.  Dio è nostro Padre, ha cura di noi, siamo preziosi ai suoi occhi ... a volte mi chiedo come sia possibile che Dio si interessi di me, piccola creatura in mezzo a milioni e milioni di persone, che hanno molto più bisogno di me. TU VALI mi dice Dio.

In una altra parte del Vangelo si legge che nemmeno un passero cadrà a terra senza il volere del Padre.  Eppure se guardiamo la realtà della vita i passeri continuano a cadere, gli innocenti a morire, i bambini ad essere venduti a poco più di un soldo ... Ma allora Dio che fa a favore della terra ? E' Dio che spezza le ali della nostra vita ?  No.  E' il cuore dell'uomo che spesso è crudele.  Gesù ci assicura invece che neppure un passero cadrà a terra, poichè siamo nel cuore di Dio.

Dio è presente sempre con il suo Amore.  Il cristiano è colui che sperimentando tutto questo lo annuncia sulle terrazze, sul posto di lavoro, nella scuola, negli incontri di ogni giorno.  Grazie Signore perchè ai tuoi occhi ognuno di noi è un PEZZO UNICO.

Commento al Vangelo di Domenica 14 giugno 2020

Solennità del Corpus Domini

 

In questa domenica di metà giugno la Chiesa celebra la solennità del Corpus Domini, ossia del Corpo di Cristo, che si fa cibo per la vita degli uomini.    Ma l'uomo di che cibo sente il bisogno ?

Il primo è sicuramente il cibo che dona energia al corpo e fra tutti il più diffuso e amato è il pane, base per ogni tavola, cibo semplice ed essenziale, ma buono e sostanzioso.

L'essere umano però per vivere ha bisogno di alimentarsi anche di altre forme di cibo: conoscenze, esperienze, relazioni e scelte di vita.  E come una buona alimentazione aiuta a mantenere un corpo sano, così anche le nostre scelte ci permettono di sentirci più o meno bene con noi stessi.  

Gesù nel vangelo di oggi ci dice: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. Accogliere questa sua parola significa veramente fidarsi della sua Persona, credergli fino in fondo...

All'inizio di quest'anno è mancata la mia mamma ed è stato un momento davvero tanto triste e doloroso.  Una cara amica, e successivamente un sacerdote, nel consolarmi mi dissero che ad un certo punto il dolore sarebbe diminuito e che l'avrei sentita vicina, anche attraverso dei piccoli segni, delle coincidenze. E così è stato ... Porto nel cuore, in particolare, una serata di preghiera con la Adorazione Eucaristica. Non è che mi manchi meno, ma mi sono convinta che non mi ha lasciata sola, e ora lo dico sempre a chi perde una persona cara, anche se sembrano frasi di circostanza.  

Continua a maturare pertanto dentro di me la convinzione che l'essere umano non può accontentarsi di nutrirsi di cibo, di lavoro, di svago, ma ha bisogno anche dello Spirito che scende la domenica nel Pane Eucaristico, che offre doni invisibili agli occhi, ma reali e di grande valore. Pane eucaristico che insieme alla Parola di Dio, penso sia il sostegno per affrontare la vita con tutte le sue sorprese, le sue incognite, le sue fatiche.  PANE che dona pace e serenità, gustando ogni singolo dono e sentendosi sempre accompagnati dall'Amore.

Sintesi del Consiglio Pastorale

di Caltrano e Mosson 

di Venerdì 05 giugno 2020

( cliccando sulla foto della chiesa di Mosson potrete trovare la sintesi del Consiglio Pastorale di venerdì 05 giugno )

                                                                                                                    

 

 

 

A tutti una buona settimana, Don Lauderio