Questo Sito delle parrocchie di Caltrano e Mosson si propone di evidenziare le varie attività di carattere pastorale.
La sezione "El Sojo Vasaro" è uno spazio dedicato a chi vuole offrire spunti di riflessione e proposte.



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Commento al Vangelo di Domenica 28 febbraio 2021

Seconda Domenica di Quaresima

monte Tabor 

( Veduta del Monte Tabor ) 

Il vangelo di questa seconda domenica di Quaresima, ci riporta sul monte Tabor, il monte dove Gesù si trasfigura davanti ai suoi discepoli.

Si potrebbe parlare di metamorfosi, cioè l'evoluzione di ciò che sei, quel cambiamento che avviene dentro di noi, per cui tutto ciò che siamo dentro di noi emerge e ci cambia.

Non è il cambiamento del super eroe che si trasforma indossando la maschera ... bensì il cambiamento del cuore.

Anche gli apostoli che sono con Gesù non sembrano più gli stessi, aprono gli occhi e diventano capaci di vedere l'immensa luce che Gesù può donare.  E solo chi rivolge il suo sguardo dentro di se è capace di vedere questa luce.  In fondo la quaresima ci chiede proprio di cercare, di scoprire l'infinita bellezza di Dio, vivere in una continua trasfigurazione riconoscendo la luce di Cristo.

Non è un percorso facile. Innanzitutto occorre staccarsi dalla pianura, che rappresenta le nostre abitudini, la quotidianità, per innalzarsi e osare.  Anche quando si arriva sul monte non è scontato che riusciamo a trasfigurare la nostra vita: quante volte viviamo esperienze forti ma poi diventano solo dei ricordi ... Anche noi vorremmo dire come l'aspostolo Pietro: Signore, come è bello per noi stare qui ...

Ma Gesù ci invita a scendere, la pianura ci attende, perchè nella quotidianità noi siamo invitati a portare quella bellezza che abbiamo scoperto, l'Amore di Cristo Gesù, che abbiamo percepito.

Questi è il Figlio mio, l'amato, ascoltatelo. 

Impegniamoci quindi in questo periodo di Quaresima a staccarci dalla quotidianità per metterci in ricerca di noi stessi, passando per la Luce di Cristo Gesù.  ( Serena C. ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 21 Febbraio 2021

Prima Domenica di Quaresima

Gesù nel deserto 

Il vangelo di questa prima domenica di quaresima è breve e scarno: è lo stile dell'evangelista Marco.  Cosa mi può dire un vangelo così corto? Mi ha colpito un particolare: si parla di DESERTO.

Quando viviamo l'esperienza dei campi scuola con i ragazzi, lungo la settimana si fa un momento di deserto: consiste nel trovare del tempo per fare silenzio, dentro e fuori di noi.  Invitiamo i ragazzi ad isolarsi, a distanziarsi dagli altri, per poter riflettere sulla settimana che stanno vivendo e sulla loro vita.

Come animatrice so per esperienza che questo momento non è facile per i ragazzi: con fatica accettano di stare staccati dagli altri, ancor di più faticano a fare silenzio.  In una società come la nostra, dominata sempre di più dai social, dalla televisione, da modelli sempre più effimeri da seguire, il silenzio del deserto non trova posto nelle nostre vite.  Anzi il silenzio viene associato alla paura, alla solitudine, alla sofferenza, alla morte. Quante difficoltà anche di natura psicologica sono nate anche in questo ultimo periodo di isolamento, legato alla pandemia ... Invece Gesù sceglie proprio il silenzio del deserto prima di iniziare il suo cammino e di rivelarsi al popolo. Con il suo atteggiamento Gesù ci fa capire che il silenzio è tempo prezioso da dedicare a noi stessi, alla preghiera, alla comunicazione con Dio. Tempo per meditare e prendere decisioni.

Impegniamoci allora, lungo il cammino di questa quaresima a trovare momenti di silenzio, in modo da essere sempre più vicini a Gesù, con la preghiera e con la nostra vita.  ( Serena B. ) 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 14 febbraio 2021

VI Domenica del Tempo Ordinario

 

Il vangelo di questa domenica ci presenta l'incontro di Gesù con un malato di lebbra, espulso dalla società e dagli affetti, perchè impuro, contagioso.

A quei tempi la lebbra era una malattia molto temuta perchè, oltre ad essere molto contagiosa e mortale, costringeva i malati all'allontanamento dalla società, dalla loro stessa famiglia e a vivere nell'isolamento e nella vergogna. Era inoltre considerata una punizione divina per i peccati commessi dal malato o dai suoi genitori.

Ci viene molto facile paragonare la lebbra di allora al Covid e alla situazione pandemica che stiamo vivendo da oltre un anno.  Concetti come isolamento, distanziamento, quarantena ci sono ora più che mai familiari.  Anche il Covid ci porta a sperimentare la paura del contagio, la solitudine e la mancanza di contatti sociali.

In questa pagina di Vangelo Gesù si avvicina al lebbroso che gli chiede di essere purificato, stende la mano, lo tocca e lo guarisce.  Compie così un gesto coraggioso e compassionevole.  In Vangelo ci dice infatti che è mosso da compassione.  Dio non vuole vedere l'uomo soffrire: dietro la sofferenza dell'umanità, la malattia, la morte non c'è mai una volontà divina.  Dio vuole solo che l'uomo sia felice.  Gesù stesso si è fatto uomo per condividere il dolore e la sofferenza umana fino alla morte: ha offerto la sua sofferenza per la rendenzione dell'uomo, tutto in un ottica d'amore.

A volte però la lebbra che ci affligge non è una malattia visibile, ma un disagio interiore, una piaga dell'anima, un peccato che ci tormenta, un senso di colpa. Il lebbroso non ha nome: è ogni uomo che chiede a Dio di essere purificato, perdonato, salvato. Dio non abbandona mai l'uomo che lo cerca, ma gli tende la mano, lo accoglie, lo salva.  ( Ombretta e Loredana ) 

 

 

43 Giornata Nazionale per la VITA

LIBERTA' e VITA

 

Ritorna, in questo fine settimana,  la proposta della vendita delle PRIMULE a sostegno del Movimento CENTRO AIUTO ALLA VITA.

In particolare con il ricavato delle PRIMULE, alle porte della chiesa, sia a Caltrano come a Mosson, al termine delle s. Messe, vogliamo sostenere il Centro Aiuto alla Vita di Thiene.  Tutta l'attività della associazione è incentrata nel sostegno e aiuto alla vita nascente, delle maternità difficili e dei bambini nei primi anni di vita, cercando di prevenire l'aborto volontario, assistendo in vari modi le donne che hanno difficoltà a portare avanti la loro gravidanza.

Grazie all'impegno del Centro Aiuto alla VITA di Thiene, nel 2020 sono nati 14 bambini, mentre le madri e le gestanti assistite sono state 87.

Tramite l'associazione è possibile finanziare il progetto GEMMA, chiamati anche adozioni prenatali a distanza. Con essi è possibile finanziare  e sostenere mamme in difficoltà con un sostegno economico, in maniera tale che possano portare avanti la gravidanza, senza ricorrere all'aborto legale. 

Per maggiori informazioni si potrà contattare Graziella, referente per il Consiglio Pastorale del settore Caritas.

Ringraziamo il Gruppo Missionario  insieme al Gruppo Giovanissimi di 2 superiore che segue l'iniziativa di quest'anno.    

 

 

Ci stiamo avvicinando all'inizio della Quaresima

con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri

Ogni anno ci viene proposto un cammino di 40 giorni per giungere alla Pasqua del Signore Gesù.

Quale il cammino di quest'anno: quale la proposta affidata all'intera Comunità ?

*  Prima di tutto ribadiamo il forte legame con la PAROLA di DIO. Lo faremo a partire da uno strumento diocesano che sarà a disposizione di tutti. Grazie al sussidio DALL'ALBA AL TRAMONTO potremo accostarci alla Parola di Dio, giorno dopo giorno, per tutto il mese di marzo.

Ogni venerdì di quaresima, alle ore 20.00, in chiesa a Caltrano, la preghiera della VIA CRUCIS.  Vista la situazione in cui ci troviamo abbiamo pensato quest'anno di vivere questo appuntamento di preghiera in chiesa. E' buona cosa partecipare ... potremo anche seguire la preghiera della Via Crucis, grazie al sito web della Parrocchia, seguendo la diretta ...

*  La prima Via Crucis del 19 febbraio sarà animata dal Gruppo del Tempo della  Fraternità di Prima Media.

La seconda Via Crucis del 26 febbraio sarà animata dal Gruppo del Tempo della Fraternità di 2 e 3 Media e Prima Superiore.

La terza Via Crucis del 5 marzo, sarà animata dal Gruppo Giovanissimi di 2 Superiore.  In questo impegno i ragazzi sono accompagnati dai loro catechisti e dai loro animatori.

Le tappe successive verranno precisate per tempo dal Gruppo Liturgico.

*  Nel cammino quaresimale non mancherà la nostra attenzione verso la carità concreta.  Verso la fine della Quaresima, con una attività che lega l'impegno dei ragazzi e la disponibilità delle famiglie, vogliamo sostenere la missione diocesana che opera in Thailadia, dove si trova don Raffaele.  

Il Progetto riguarda in particolare il sostegno alle persone anziane, che spesso sono sole e ammalate.

*  In maniera particolare per tutti i nostri ragazzi della catechesi e le loro famiglie ci sarà una bella proposta che porta il titolo LA MUSICA del VANGELO.  Una nota musicale accompagnerà l'impegno settimanale: questo segno verrà deposto di domenica in domenica davanti al crocifisso, proprio per dire il cammino vissuto e condiviso proprio a partire dalla famiglia.

Con fantasia dello Spirito il cammino per i ragazzi viene affidato loro dal CORETTO dei Piccoli: si faranno interpreti ogni settimana di un canto diverso e così raggiungono i loro amici con una bella canzone e nello stesso tempo un bel messaggio con un impegno da vivere.

Troveremo nel sito parrocchiali  di volta in volta i vari  aggiornamenti 

Per ora BUON CAMMINO verso la Pasqua dietro a Gesù.

 

 

Gentili e nobil donzelle 

sapreste voi dirmi ove riposa il Carnevale ???  

 

Grease ... 

 

Datemi un punto di appoggio  ... e vi costruirò una scala

Non è proprio la scala per andare in paradiso ma comunque si sale ...   La squadra sta ancora lavorando, ma possiamo proprio dire che la scala per salire nella parte alta del porticato è oramai pronta 

In questo modo aggiungiamo un altro spazio da usufruire in vista della stagione estiva, sicuramente molto utile per tante attività di carattere ricreativo e formativo, per i piccoli e i grandi ...

GRAZIE al Gruppo del Verde che ha lavorato con tanta perizia.  

 

 

 

 

 

Istantanee  dalla Festa di san Biagio

 

festa speciale per i coniugi Brunello per il loro 62° anniversario di Matrimonio 

san Biagio ... immancabile il gustoso piatto del Baccalà

 

bel risultato anche per la Scuola Materna con le torte preparate dai Genitori ...

 

Il tempo che stiamo vivendo non è dei più facili anzi ... speriamo che si possa tornare quanto prima ad un cammino normale, semplice, imparando da tutto questo periodo di pandemia.

Comunque la festa di san Biagio è stata un bel momento di vita comunitaria e questo ci conforta e ci sostiene 

e come sempre un grande GRAZIE  a tutti coloro che hanno lavorato.

 

 

Video foto delle attività parrocchiali 2020

è online il video con le foto scattate in parrocchia nel 2020. 

Il video è stato proiettato durante la S. Messa delle ore 10:15 di domenica 07 febbraio,

per la festa di San Biagio,  ed è commentato dai ragazzi di seconda-terza media e prima superiore.

Per vederlo premi su questo testo o nella icona a fianco!

 


Commento al Vangelo di Domenica 07 febbraio 2020

Quinta Domenica del Tempo Ordinario

 

Il brano evangelico che ascoltiamo in questa domenica ci indica la strada che ogni cristiano dovrebbe aver ben presente.

Brano del Vangelo di Marco che inizia e termina con Gesù che prega: la sua preghiera si sviluppa nella sinagoga ma anche in un luogo solitario ...  La preghiera è la fonte del suo parlare, del suo agire, è l'inizio del suo ritmo giornaliero.

Quanta grazia  e  forza riceviamo anche noi  se le nostre giornate sono ritmate non da pettegolezzi, egoismi, vanagloria ma dall'incontro con Dio nella preghiera.

Nel mezzo la visita alla casa di Pietro, dove la suocera è a letto con la febbre.  Che delicatezza: con gesti semplici, affettuosi, umani ... la fece alzare prendendola per mano.

Non fermiamoci alla cronaca dell'azione di Gesù, ma comprendiamo come Lui, il Figlio di Dio, sia in lotta contro ogni forma di male e la sua gioia più grande sia quella di liberare ogni persona da ogni forma di male.  Quante volte la malattia fisica ci fa precipitare nella notte della sofferenza dello spirito.  A volte ci troviamo in questa situazione, tutto ci sembra precipitare. Come si vorrebbe trovare qualcuno che ci aiuti.

La parola di Gesù guarisce e nel guarire ridona energia vitale.

Viene evidenziato che frutto della guarigione sia l'immediato servizio verso gli altri: aver cura dell'altro è vivere l'Amore verso di Lui.

Queste due azioni portano, ognuno con i suoi carismi, ad essere annunciatori del Vangelo, come Gesù ci indica e ci insegna.  Missionarietà che ci viene esortata sempre con maggior frequenza da papa Francesco.  Ciò dovrebbe caratterizzare tutti coloro che hanno fede in Dio e in Lui pongono ogni speranza. ( Pietro Dal Santo ) 

 

 

MOSSON: Comunità con il cuore salesiano

  

In questa domenica 31 gennaio ricorre la festa di san Giovanni Bosco: grande figura di uomo e sacerdote che ha inciso in maniera significativa nella Comunità di Mosson

Ricordare i nostri sacerdoti salesiani non è semplice ... in tutti loro c'è uno spessore umano e cristiano che richiederebbe ben più di poche righe.

L'anno successivo alla morte di san Giovanni Bosco nasce a Mosson don Carlo Frigo, esattamente nel 1889.  Nello stesso anno veniva portata a compimento la copertura della nostra chiesa parrocchiale.   Fin da giovane don Carlo aveva un filo diretto con il Signore: in cuor suo aveva il desiderio di diventare  sacerdote e missionario.  In famiglia spesso gli parlavano di Domenico Savio e del suo precettore don Giovanni Bosco e ne rimaneva affascinato.  Spesso si affidava alla Madre Celeste, Maria Ausiliatrice.  All'età di 11 anni, scrisse ai salesiani in Piemonte, per chiedere di entrare nell'istituto. A 15 anni si realizzò il suo sogno, entrando nell'istituto salesiano a Mogliano Veneto.  Percorse tutto lo studio teologico, fino a diventare sacerdote il 22 aprile del 1916.   Il 24 aprile la sua prima messa a Mosson.  Alla s. Messa oltre ai Genitori e ai paesani parteciparono anche i soldati che stanziavano in paese ( siamo in piena guerra mondiale ) ed anche don Carlo si unì alle truppe in prima linea con il grado di tenente cappellano.

Appena finita la guerra, quando ancora era vestito in grigio verde, ricevette dai superiori salesiani l'incarico di andare in Cina. Così nell'agosto del 1918 lo troviamo in Cina, dove oltre ad annunciare il vangelo fu costruttore di varie chiese, nella provincia dove operava.  Poi ricevette l'incarico di seguire gli immigrati cinesi in Canada, dove incontrò anche tanti veneti e friulani.  Nel 1925 lo troviamo in Portogallo, ma poi torna in Asia a Macao, dove opererà fino al 1934.  Dopo un breve periodo in Portogallo, don Carlo chiede ai superiori di tornare in Italia, per poter stare vicino ai Genitori, così lo troviamo  prima a Latina e poi ad Ancona nelle Marche. 

Con il sopraggiungere della seconda guerra mondiale don Carlo viene richiamato: la sua destinazione è Zara con il suo reparto.  Dopo i fatti del settembre 1943 gli viene concessa la licenza illimitata e quindi ritorna a Mosson con destinazione Villa Tabor a Cesuna, come cappellano. Qui entrò a contatto con i  partigiani.  Facendo la spola con Mosson, nell'aprile del 1945, accadde un fatto che ancor oggi, anche i meno giovani, conoscono.

Durante un rastrellamento dei tedeschi dodici uomini vengono presi.  Don Carlo messo al corrente si precipita nel luogo dove sono rinchiusi, cerca di spiegare che non sono partigiani e si offre al loro posto purchè siano liberati.  L'ufficiale tedesco non accettò. Così tedeschi e prigionieri si misero in marcia verso Cogollo: don Carlo rimase al seguito del gruppo e mentre camminava il rosario nella mano sinistra, continuando a parlare con l'ufficiale. Arrivati in centro al paese l'ufficiale diede ordine di liberare tutti.  Immaginiamo la gioia e la riconoscenza ... grazie alla intercessione di Maria Ausiliatrice.  Poi don Carlo continuò la sua opera in varie regioni italiane, fu anche a Lugo di Romagna.

Nel 1951 don Carlo fece dono alla chiesa di Mosson di una statua del suo dolcissimo padre san Giovanni Bosco.

Il 24 aprile del 1966 celebra il 50° anniversario del suo sacerdozio, fu una grande festa.  Don Carlo Frigo morirà una decina d'anni più tardi, nel 1976.

Alla fine della sua vita don Carlo scriveva: A Dio solo onore e gloria, al Maria Ausiliatrice e al dolcissimo padre san Giovanni Bosco.  Amen. Alleluia.

Nel 1989 nel centenario della nascita è stata intitolata la Scuola Media Statale consortile di Caltrano-Cogollo, su richiesta del Gruppo Alpini di Mosson.

 

Diamo solo qualche breve cenno ad altre figure di sacerdoti salesiani di Mosson

Nel 1957 è grande festa poichè addirittura due sacerdoti celebrano la loro prima santa messa a Mosson: don Giovanni Borgo e don Giancarlo Vitacchio.

Don Giovanni lo ricordiamo perchè forte fu la sua amicizia con don Carlo Frigo e si dedicò molto, grazie ai suoi studi a raccontare le opere e le vicende di don Carlo.  Don Giovanni morì nel 2004.

Don Giancarlo viene ordinato sacerdote nel 1957 e la sua opera ha un respiro subito missionario. Prima in Germania accanto a tanti lavoratori italiani e poi finalmente in Brasile, accanto ai ninos de rua, verso i quali vanno tutte le sue attenzioni, fondando tanti asili e scuole.

Don Giancarlo muore nel 2014.

Un altro sacerdote salesiano viene ordinato nel 1964 a Monteortone ed è don Sergio Toniolo. Una vita dedicata agli studi classici, come insegnante, con una grande passione per l'arte in cui si laureò. Don Sergio vive ancora, a riposo, a Verona, in un collegio.

Un altro sacerdote salesiano di Mosson è don Gian Antonio Trenti. Ordinato sacerdote l'8 aprile del 1978.  Bello cogliere di don Gian Antonio il suo amore per la musica, in cui è diplomato e la sua vicinanza ai giovani. Sono note presenti in tutte le comunità che ha servito: ora continua la sua opera pastorale nelle comunità di Porto Viro, in provincia di Rovigo.

Possiamo solo ringraziare il Signore, per questi grandi doni che hanno segnato la storia della Comunità di Mosson ed in maniera particolare raccogliere l'influenza benefica di questo grande padre spirituale che celebriamo: san Giovanni Bosco.

 

 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 31 gennaio 2020

Quarta Domenica del Tempo Ordinario

 

( quando si fa visita a Cafarnao, cittadina sul lago di Genesaret, ecco ciò che resta della Sinagoga ) 

Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, si stanno domandando in che avventura si sono buttati.  Hanno lasciato il loro lavoro per diventare pescatori di uomini: cosa potrà mai significare? Come ogni sabato frequentano la Sinagoga, ma questa è la prima occasione con Gesù.  Proprio nella sinagoga di Cafarnao comprendiamo veramente cosa significhi essere pescatori di uomini.  Sappiamo che l'acqua del mare è segno delle forze del male: è il Maestro che desidera tirar fuori dal mare gli uomini: tutto ciò, per Marco, è la sintesi dell'intera rivoluzione avviata da Gesù, venuto a liberare l'uomo dalla forza del male, da ogni impedimento che non lo fa essere autenticamente se stesso.

Le persone presenti non capiscono cosa stia succedendo: un uomo del popolo, figlio di un falegname, parla con una competenza e una autorità del tutto nuove. E le cose che dice ... nessuno mai le aveva dette prima.

Marco dice: insegnava come uno che ha autorità: espressione non facile da spiegare.  Provo ad immaginare lo stupore di quella gente davanti all'insegnamento di Gesù.  Anche noi quando ascoltiamo qualcuno spiegare il Vangelo cogliamo nel tono che quello che dice lo vive intensamente in prima persona.

Nell'assemblea radunata nella sinagoga c'è un indemoniato. Con le scarse conoscenze mediche dell'epoca ogni malattia sia fisica che mentale che non si riusciva a spiegare veniva classificata come demoniaca.  Non sappiamo cosa aveva questo povero ma sappiamo cosa intende dirci Marco.

La prima purificazione da fare, la prima conversione da praticare è all'interno della comunità, non fuori ( l'indemoniato è dentro la sinagoga ).  Quindi il vangelo di oggi ci dice di iniziare da dentro, dal nostro ambiente, da noi stessi a cambiare.  E' demoniaca una fede che tiene lontano il Signore dalla quotidianità, che lo relega nel sacro, che sorride benevola alle pie esortazioni senza calarle nella quotidianità.  E' demoniaca una fede che si ferma alle parole.  L'indemoniato riconosce in Gesù il Figlio di Dio ma non aderisce al suo Vangelo, da qui le dure parole: che c'entri con noi, sei venuto a rovinarci ...

No, Gesù è venuto per tirarci fuori da questi schemi, Egli ci lancia una sfida: tornare finalmente ad essere discepoli credibili. ( Emilia ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 24 gennaio 2020

Terza Domenica del Tempo Ordinario

 

Il vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che decide di partire per la Galilea, per proclamare la Buona Notizia.  Marco, riporta le prime parole di Gesù: Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete nel Vangelo.  

Non dobbiamo perdere tempo: il Signore ci viene incontro ogni giorno, si avvicina a noi e ci chiede di cambiare il nostro modo di pensare e di agire, a partire dal nostro quotidiano.  Gesù, alla ricerca di persone che lo potessero aiutare, incontra Pietro e Andrea, mentre stavano facendo il loro lavoro di pescatori. Gesù ha osservato questi uomini mentre lavoravano e ha visto la loro grandezza. Anche noi ci mostriamo per quello che siamo, nella nostra quotidianità, nel modo con cui parliamo con i nostri figli, nella passione che mettiamo nel fare le cose che ci rendono felici.

Gesù invita questi uomini a cambiare e fa loro una proposta: da pescatori di pesci a pescatori di uomini. In realtà sappiamo che i discepoli continueranno con il loro lavoro, continueranno a pescare e ad avere rapporti con la loro famiglia.  Ma è la loro mentalità che cambia e il loro rapportarsi con la vita. Si sono fidati di Gesù e sono arrivati dove da soli non sarebbero mai andati. La loro vita è cambiate grazie a Gesù e alla loro disponibilità.  

Venite dietro a me ... dice Gesù.  Questo vale anche per noi: una proposta. Proprio per stare un po' con lui, per godere della sua presenza. 

Pescatori di uomini per diventare protagonisti di una salvezza che viene da Dio e libera l'uomo dall'oscurità, per far sì che ogni uomo trovi il suo vero bene. Pietro e Andrea prima di incontrare Gesù vivevano per il loro interesse, pensando a loro.  L'incontro con Gesù è l'occasione della loro conversione: vivere pensando agli altri, per dare agli altri.

E' ciò che siamo chiamati a fare anche noi, pur conoscendone le difficoltà: nella semplicità della nostra vita quotidiana: mettere da parte la nostra mentalità, il nostro egoismo, per accogliere il Signore che si avvicina a noi, riconoscerlo nelle persone che incontriamo e che magari si attendono da noi un semplice aiuto. ( Dorianna ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 17 gennaio 2021

II Domenica del Tempo Ordinario

  

Fissando lo sguardo su Gesù che passava ...

Nel vangelo di questa domenica vengono usati molti verbi legati all'aspetto visivo e questo mi fa riflettere su quanto sia effettivamente rilevante, da un lato vedere l'altro e riconoscerlo nella sua profondità e dall'altro essere testimoni visibili per i nostri fratelli.

E' un brano in cui vedo un susseguirsi di incontri importanti, di relazioni che incidono e cambiano la tua vita.

Il brano del vangelo inizia con Giovanni Battista che fissando lo sguardo su Gesù che passava disse: Ecco l'agnello di Dio. Giovanni vede Gesù e lo conosce nel profondo tanto che lo definisce già Agnello di Dio, richiamando chiaramente il sacrificio a cui è chiamato.  Uguale espressione è poi ripresa anche da Gesù alla fine del brano: fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni, sarai chiamato Cefa, che significa Pietro.  Anche qui Gesù guarda e vede nel profondo Simone e lo chiama ad essere Pietro, da cui nascerà la Chiesa.  Vedo in questi due passaggi un cammino tracciato che passando dal sacrificio porta alla nascita di uomini nuovi.  Ma questo come avviene?  Con il seguire Gesù, con la possibilità di conoscerlo e stare con lui, con il mettersi in relazione, in una condivisione fraterna: ed è quello che fanno i discepoli: rimasero con lui e Gesù mostro loro dove dimorava, chi era.  Conoscere Gesù è cambiare, è trovare una risposta al nostra continuo chiederci CHE COSA CERCATE, è trovare la nostra casa che per tutti è sicurezza, stabilità, affetto ... 

Ma una volta trovato Gesù non si può far altro che dirlo, condividere questa pienezza ABBIAMO TROVATO IL MESSIA.  Ecco il mandato che ci viene consegnato: annunciare Gesù divenendo testimoni credibili per gli altri. Un mandato importante e impegnativo che ci stimola alla consapevolezza di quanto il nostro esempio possa essere un aiuto anche per gli altri ad avvicinarsi a Gesù. ( Fabiola ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 10 gennaio 2021

Festa del Battesimo del Signore Gesù

 

Abbiamo appena finito di gustare la tenerezza del Dio Bambino che già lo vediamo adulto. Finisce per lui il tempo del nascondimento.  Nei pressi del Giordano si fa battezzare da  Giovanni Battista, il cielo si apre e Dio vuole che tutti sappiano che Gesù è il Figlio di Dio amato e mandato a raccontare e a vivere l'Amore.

A luglio ho fatto da madrina ad un bambino, mi sono preparata all'evento, approfondendo tutti i segni della celebrazione del Battesimo.  Acqua, Spirito Santo, unzione, luce, la veste bianca ... per il bimbo solo sorrisi e occhi attenti a vedere le persone intorno a lui. In realtà qualcosa di grande è successo dentro il suo cuore: Dio ha stretto un patto di amicizia diventando suo amico per sempre.  In particolare a noi adulti il compito di accompagnarlo con le parole e gli esempi.  

Anche per noi, nel giorno del nostro battesimo, il cielo si è aperto e l'amore di Dio ha preso dimora in noi. 

Da domenica prossima, per la liturgia della Chiesa, inizierà il Tempo Ordinario, intessuto di quotidianità.  Ed è proprio nella quotidianità che siamo chiamati a vivere la nostra vita di battezzati e amici di Gesù. Ecco, proprio nella vita di tutti i giorni, possiamo essere come Giovanni Battista, la VOCE di uno che parla del Dio Amore, con umiltà e fiducia, senza stancarci mai.  ( Sonia ) 

 

 

 

Ciao ragazzi siamo oramai arrivati al termine del nostro cammino di Avvento.Natale

Mercoledì la solennità della Epifania ... che tutte le feste si porta via ...

Quindi vi invitiamo a depositare sul cestone che ci sarà davanti all'altare il fascicolo che vi abbiamo iniziato proprio all'inizio dell'avvento. 

Cercate di ricordare di mettere il vostro nome e cognome nel fascicolo ... avrete tempo fino a domenica 10 gennaio: festa del Battesimo del Signore Gesù.

Per questa volta solo tre domande:

Avevamo fatto una proposta durante queste vacanze natalizie per la vostra famiglia:

Guardare insieme il film NATIVITY 

Ci siete riusciti, ne avete condiviso la visione in famiglia ? Se ci siete riusciti disegnate una bella stella nell'ultima pagina del fascicolo che consegnate.

Mi sapete dire chi è il regista di questo film ?

Cos'è la Mirra ? 

Guardate sul calendario quando sarà l'inizio della Quaresima e quando sarà Pasqua ?

Ragazzi Ciao a tutti 

gli animatori stanno preparando un nuovo tutorial per un bel fiore da portare

in chiesa domenica prossima ... CIAO   

 

Commento al Vangelo di Domenica 03 gennaio 2021

Seconda Domenica del Tempo di Natale

 

Mi soffermo su questo versetto del Vangelo: A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.

Avevamo poco più di dieci anni, dopo aver assistito ad un proiezione di diapositive proposte in parrocchia, da parte di un missionario.  In sella alle nostre bici ci scambiavamo le nostre riflessioni, i nostri sogni: anche noi da grandi ci sarebbe piaciuto aiutare chi era nato in un paese meno fortunato del nostro. A dire il vero questo desiderio ha sempre abitato nel mio cuore...

Quando ho letto la storia di Madre Teresa mi sono chiesta come fosse possibile che una donna tanto minuta fosse riuscita ad operare tanto bene ...

Per POTERE di solito intendiamo la capacità di far fare agli altri ciò che intendiamo noi, il nostro modo di vedere alle cose o addirittura i nostri interessi personali.   Evidentemente il POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO, prima di tutto viene da Dio e poi si tratta di vivere non per il proprio interesse ma di lavorare per il bene di tutti, a favore di tutti.  Alla base di questo progetto di vita ci sta sicuramente tanta preghiera: madre Teresa di Calcutta ce lo insegna.  E' il primo passo anche se talvolta fatichiamo a credere che la preghiera porti il suo frutto, mentre diamo maggior credito alle nostre risorse, alle nostre forze.  Accogliere Dio significa proprio prima di tutto porsi in ascolto di Dio, dialogare con Dio, in maniera costante, perseverante.  Dio poi saprà donarci la forza per leggere, interpretare, vivere la vita secondo il suo disegno d'amore ... a partire dal mio vissuto quotidiano. ( Pia ) 

Auguri di ogni bene per il nuovo Anno 2021 appena iniziato 

 

Un primo bilancio per la SCUOLA MATERNA DI CALTRANO

 

Eccoci giunti alle vacanze natalizie: cosa dire di questi mesi ...

Sono stati caratterizzati da varie limitazioni per contenere i contagi, ma grazie ad una accurata predisposizione degli spazi e di attività pensate per infondere serenità a bimbi e genitori, oggi possiamo dire che la Scuola Materna di Caltrano si sta impegnando per fronteggiare con entusiasmo e ottimismo questa emergenza sanitaria.

I bambini alla ripresa delle attività didattiche hanno trovato un ambiente rinnovato sia nella condivisione degli spazi che su alcune regole di vita comunitaria.  I piccoli non si sono persi d'animo e con la loro energia sono riusciti a trasmettere un esempio di adattabilità alle emergenze e voglia di ritrovarsi e stare assieme, impegnandosi nel rispetto delle regole e dei comportamenti.  

Pertanto un grazie prima di tutto i bimbi che hanno collaborato nel rispettare le norme imposte in questo periodo caratterizzato da questo virus birbantello.

Un grazie alle famiglie dei nostri bimbi, che hanno accolto tutte le restrizioni imposte dalla normativa vignente e qualcuna data dalla scuola per tutelare la salute dei piccoli.

Grazie al nostro Comitato attivo e vivace che ha sostenuto la Scuola in questi mesi. Grazie alle varie Associazioni del nostro paese che hanno voluto sostenere la Scuola Materna, testimoniando l'amore per questa piccola ma preziosa realtà della nostra Parrocchia.

Non posso non ringraziare le bravissime maestre Katia e Giulia che con dedizione e passione e tanta pazienza ogni giorno accompagnano i piccoli rendendoli più aiutonomi e sicuri e la nostra cuoca Nadia che prepara il pranzo quotidiano.

Noi siamo felici per la condivisione di questi primi mesi: le loro voci cristalline, i loro sorrisi sono il modo più bello per poterci augurare un bel Natale che il 2021 si un Anno di salute, di gioia e di felicità ... ce lo auguriamo tutti ( Lucia Dal Corobbo ) 

 

Ciao ragazzi eccoci qui per un nuovo appuntamento, nuove domande ... 

Ecco i quesiti a cui rispondere:

1.  Come si chiamava l'asino protagonista della narrazione che il don ha fatto a Natale ?

2. Carpent tua poma nepotes: questa scritta si trova sulla facciata della casa di Pietro Dal Santo. Riportate la traduzione ( per Mosson ) 

   Quanto anni ha la canonica di Caltrano ... spirito di osservazione ( per Caltrano) 

3.  I nostri nonni avevano un detto per cui c'erano tre cose inutili, cioè tempo perso. Uno era SPALAR NEVE ... gli altre due quali erano ?

4.  Come si chiamano le vice.presidenti del Consiglio Pastorale di Caltrano e Mosson ?

5.  Che cosa succedeva esattamente il 28 dicembre di 125 anni fa ?

 

Dai ragazzi ... le risposta vanno comunicate agli animatori come le altre volte. Con la solennità della Epifania potrete riconsegnare il fascicolo che vi è stato consegnato all'inizio del cammino ... Tempo limite la domenica 10 gennaio Festa del Battesimo del Signore Gesù.  

 

Commento al Vangelo Domenica della Santa Famiglia di Nazareth

Domenica 27 dicembre 2020

 

( questo bel quadro ci riporta alle tante immagini che stavano nelle nostre case un tempo ... )

Nel vangelo di questa domenica che segue il santo Natale, ritroviamo Maria e Giuseppe che, adempiendo alla Legge di Mosè, portano il bambino Gesù al tempio di Gerusalemme, per presentarlo al Signore.  Due sono i personaggi che accolgono e riconoscono in questa famiglia qualcosa di speciale, di diverso, di immenso. 

L'anziano Simeone, uomo giusto e pio, uomo dell'attesa, colui che da sempre aspetta la venuta del Salvatore, che si presenta con chiarezza ai suoi occhi.  La sua felicità si esprime nel cantico che da sempre viene chiamato il cantico di Simeone: Ora lascia che il servo vada in pace perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza... 

Simeone riconosce che la sua vita ha finalmente raggiunto il senso sperato, la conoscenza di quel Gesù Salvatore che porterà la luce fra le genti.  Ma sarà anche motivo di incomprensione, di rifiuto, di contraddizione.  

Nella profetessa Anna c'è invece la grande fede che si manifesta nella preghiera e nel servizio umile al tempio di questa donna anziana pronta a portare la testimonianza di quanto ha visto.  Due belle figure di anziani.

L'ultima parte del Vangelo ci riporta al rientro a Nazaret. E' un ritorno alla quotidianità.  E' bello poter pensare che Gesù abbia vissuto la sua infanzia come ogni bambino della sua età, custodito ed educato da Maria e Giuseppe, giocando, imparando, pregando ... E' vero anche che Gesù è l'Emmanuele, il Dio con noi, quindi nella sua quotidianità lo Spirito di Dio è presente in ogni momento.

Questo ci aiuta a pregare per tutte le nostre famiglie ed in particolare per tutte le famiglie in difficoltà e in crisi, preghiamo per chi una famiglia non ce l'ha e vive nella solitudine.  La presenza di Gesù in questo tempo sia per noi motivo di pace e di speranza.  ( Lucia Z. ) 

 

Ciao ragazzi eccoci al quarto appuntamento del nostro cammino

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Eccovi i nuovi quesiti:

1.  Nel vangelo di domenica Elisabetta è detta dall'angelo parente di Maria ... che tipo di parentela le legava ?

2.  Per i ragazzi di Mosson: ditemi in maniera precisa quante persone c'erano in chiesa a Mosson sabato 19 dicembre alle ore 19.30.  Informatevi accuratamente ... chi vede dall'alto saprà dirvi il numero preciso...

    Per i ragazzi di Caltrano:  Quale fiore è rimasto sopra l'altare delle s. Messa per tutto il periodo di avvento ?

3.  Quando è nata l'Associazione MSF  Medici Senza Frontiere

4.  Chi ha preparato il piccolo presepe che sta sopra il battistero in chiesa a Mosson ?  ( per Mosson ) 

     Chi ha preparato il presepe dentro il lavanderio che è di fronte al parcheggio del Crearo lungo Via Roma ? ( per Caltrano ) 

5.  Indovina indovinello:  MI PORTI SEMPRE CON TE, PUR LASCIANDOMI DAPPERTUTTO ?  Chi è ?

 

Come le altre volte potete inviare le risposte agli animatori di riferimento ... Fatevi aiutare dai vostri Genitori se avete qualche difficoltà ... Ciao ragazzi ci vediamo per gli auguri di Natale CIAO a TUTTI

 

 

 

Commento al Vangelo di Domenica 20 dicembre 2020

Quarta Domenica di Avvento

eccomi 

C'è un senso di mistero che raccoglie insieme la Parola di Dio che ascoltiamo in questa ultima domenica di avvento.  Pensiamo al silenzio che circonda Maria, nel momento in cui l'angelo le appare e chiede il suo ECCOMI.  Questa giovane ragazza accoglie una presenza tutta speciale, che cambierà la sua esistenza e non solo ...  In questa scena percepiamo tutta la sproporzione che c'è tra Maria e la presenza misteriosa di Dio, che trova il suo apice nell'espressione NULLA E' IMPOSSIBILE A DIO.   La giovane ragazza di nome Maria accoglie questo annuncio e si apre al mondo di Dio, con quella genuina umiltà per cui nel magnificat potrà cantare 

GRANDI COSE HA FATTO IN ME L' ONNIPOTENTE

Questi giorni, imminenti al Natale, possiamo viverli nel silenzio per cogliere quel mistero di amore infinito che si rende presente in questa creatura piccola, semplice, fragile che può salvare la nostra vita ...

Ciao ragazzi eccoci al nostro terzo appuntamento nel

Tempo di AvventoIMG_0114  

Eccovi i 5 quesiti a cui rispondere:

1.  Traduci questo proverbio: Di la 'Mmaculata a santa Lucia quantu'n passu di cucciuvia

( che animale sarebbe quest'ultimo ? ) 

2.  Per MOSSON: L'altare della Mensa Eucaristica porta una data quale ?

    Per CALTRANO. L'acquasantiera posta in chiesa, versante Scuola Materna, porta una data quale ?

3.  Nell'ultimo numero del SOJO VASARO che è stato distribuito, c'è una foto di una persona che si gratta la testa ... chi è ?

4.  CAMBIO, VECCHIA, TIMBRO, PARTO, FISSARE: quale parole le accumuna tutte ?

5.  In questi primi giorni di dicembre ha piovuto tanto tanto ... secondo voi quanti millimetri di pioggia ha fatto ... vediamo chi si avvicina di più ?

 

Come sempre potete inviare le risposte agli animatori di riferimento. Potete farvi aiutare dai vostri Genitori e mi raccomando cercate di completare per bene  il fascicolo che vi è stato affidato ... al termine delle vacanze di Natale, subito dopo l'Epifania lo dovrete riconsegnare e per coloro che si sono impegnati di più ci sarà un bel riconoscimento ...

Aspettiamo anche il terzo tutoriale che ci proporranno gli animatori ... bello anche questa volta, per un nuovo fiore da porre davanti all'altare...  Ciao a tutti. 

 

uCommento al Vangelo di Domenica 13 dicembre 2020

Terza Domenica di Avvento

Battista 

Terza Domenica di Avvento detta anche della GIOIA.  Questo il tema portante della Parola di Dio che ascoltiamo.  La pagina del Vangelo di Giovanni si interroga sulla figura del Battista: ma chi è costui ?  Malizia, curiosità, propria dei farisei che vengono inviati da Gerusalemme. Giovanni Battista con chiarezza nega di essere il Cristo, ne Elia, nè un profeta ... 

Chi sei ?  Una domanda scomoda, indubbiamente difficile, che ci fa riflettere, meditare ...

Chi sono io ?  Una donna, una moglie, una lavoratrice ... potremo andare oltre.  Ma in tutto ciò ho trovato veramente la mia vocazione ? Mi sento realizzata pienamente ? Penso che Giovanni queste domande se le sia poste. La sua voce è chiara, senza tanti giri di parole: io sono voce di uno che grida nel deserto, rendete diritta la via del Signore. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla LUCE, dice Giovanni nel suo Vangelo.

Ma noi siamo in grado di capire quale è la nostra vocazione? Siamo capaci di metterci in ascolto e di discernere ciò che ci dice il Signore, come è stato per Maria, con il suo SI ?

E soprattutto siamo capaci di vedere e di rendere testimonianza della bellezza che ci circonda, nonostante tutto ?  Riusciamo a percepire al gioia dell'attesa della nascita del Salvatore?  Che la venuta di Gesù nel Natale possa darci la speranza e la felicità che questa pandemia sta togliendo a molti di noi e che ci aiuti a discernere, a testimoniare la meraviglia e la gioia che la nascita di una vita nuova può dare.  ( Serena Bonaguro ) 

 

Un passaggio emozionante

dai nostri nonni in Casa di Riposo

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Grazie ad una rappresentanza del Gruppo Giovanissimi e ad alcune presenze della Banda di Caltrano i nostri nonni hanno gustato con gioia alcune melodie natalizie.

Di questi tempi non è semplice varcare il cancello della Casa di Riposo ma non poteva mancare un momento augurale. Nadia la direttrice dice che i nostri nonni sono veramente bravi e si sostengono a vicenda, con tanta tanta preghiera ... Effettivamente  loro sono un grande esempio di quella RESILIENZA per cui con grande senso di pazienza, di fortezza, affrontano le avversità della vita e sono insegnamento per noi ... 

 

 

  

Cari ragazzi eccoci al secondo appuntamento nel nostro Cammino del Tempo di Avvento e Natale.

Siete pronti a rispondere a queste nuove domande ? Inviate le risposte ai vostri animatori di riferimento ( sono gli stessi della settimana scorsa )

1.  Nel vangelo della Prima Domenica di Avvento sono citati i nomi di 2 animali ... Quali ?

2.  Quali sono i nomi dei 4 animatori che vi hanno presentato il primo Tutorial ?

3.  Tutti sanno che la sacrestana di Caltrano si chiama Angela ma io voglio sapere come si chiama il suo cane che ogni tanto porta a spasso ( per i ragazzi di Caltrano ) 

    Pietro Dal Santo di Mosson termina sempre i suoi sms con una espressione particolare: fatevi dire quale e chiaramente fatevi dire cosa significa ( per i ragazzi di Mosson ) 

4.  Quale fu il contenuto del primo sms della storia inviato fra due dispositivi elettronici ?

5.  Indovina indovinello: Quale parola accumuna queste altre FIGURA, COPIA, STORIA, FINE, ARIA ?  

Ho visto che avete partecipato in molti al gioco

spero che vivete anche la preghiera serale con il brano del Vangelo ed il Salmo da recitare in famiglia ...

ed ho visto che siete stati bravissimi con i fiori che avete preparato 

Ciao a tutti ... a presto 

 

Commento al Vangelo di Domenica 06 dicembre 2020

II Domenica di Avvento

  

Il testo di questa seconda domenica di Avvento è l'inizio del Vangelo di Marco che ci fa un annuncio sensazionale, la Buona Novella: la venuta di Gesù Cristo, figlio di Dio.  Marco, così come profetizzato dal profeta Isaia, ci presenta Giovanni Battista come colui che prepara la strada a Gesù, predica la conversione e battezza con l'acqua del Giordano nell'attesa di colui che battezzerà in Spirito Santo.  Il Battista ci invita a fare spazio nella nostra vita per accogliere GESU'.  Il deserto di cui parla infatti il profeta Isaia è il deserto di una esistenza vuota, arida, vissuta lontano da Dio e dai suoi insegnamenti. Ma il silenzio è anche la metafora del silenzio che dobbiamo trovare nel caos che regna nella nostra vita quotidiana per poter dare attenzione e ascolto alla Parola di Dio.

Isaia ci invita a preparare la via del Signore, a raddrizzare non i nostri sentieri ma i Suoi sentieri, ovvero a seguire Gesù sulla strada che Lui ci indica, affidandoci con fiducia alla Sua guida.  Giovanni Battista nel suo predicare la conversione ci sprona a chiedere il perdono dei peccati e offre comprensione e benevolenza verso le nostre debolezze umane.  L'avvento è proprio il momento in cui dovremo prenderci il tempo di guardarci dentro per capire se siamo degni di accogliere Gesù.  La confessione dei peccati, per quanto faticosa, ci permette di ripercorrere il nostro cammino e di riflettere sui nostri errori e ci aiuta così a liberarci dalle catene del peccato per essere pronti a rinascere con Cristo e in Cristo. In fondo il Natele, la nascita di Gesù, segna il passo di un nuovo inizio, è l'occasione che ci viene data per ricominciare la nostra vita sui sentieri che Dio ha preparato per noi, affidandoci alla Sua misericordia, riempiendo il nostro deserto della Sua presenza.  ( Ombretta ) 

 

 

Ciao ragazzi eccoci qua con il cammino di Avvento e Natale

siete pronti a giocare ...

Dovete rispondere a queste 5 domande ed inviare la soluzione ai vostri animatori di riferimento

che sono 

Gabriele ( 340.2119214 )  per la 3 Media e Prima Superiore

Davide ( 327.6845955 ) per la 2 Media

Laura ( 328.1910642 )  per la 1 Media

Luca ( 346.7080793 )  per il Gruppo di 4 e 5 Elementare

Filippo ( 340. 9686252 )  per il Gruppo di 2 e 3 Elementare

teneteli ben presenti perchè saranno gli stessi anche per le prossime settimane ...

1.  Quale libro ha presentato il don durante la s. Messa di domenica scorsa ?

2.  Durane questo Anno Liturgico ascolteremo il vangelo di Marco:  quale animale viene sempre raffigurato accanto all'evangelista Marco ?

3.  Trovate il nome di chi guida il coro parrocchiale a Mosson ( per i ragazzi di Mosson )  e a Caltrano ( per i ragazzi di Caltrano ).

4.  Chi ha firmato il commento al Vangelo nella domenica di Cristo Re ? ( basta guardare nel sito ... ) 

5.  Indovina indovinello:  La mia vita può durare qualche ora, quello che produco mi divora, sottile sono veloce, grossa sono lenta, e il vento mi spaventa. Chi sono ? 

Queste le 5 domande, ragazzi se avete qualche difficoltà fatevi aiutare dai vostri genitori basta cercare... poi  spedite le risposte agli animatori di riferimento prima che potete ... loro vi risponderanno.  

Ricordatevi di VIVERE il calendario che avete ricevuto:

 leggi il vangelo con i tuoi genitori e

prega con il salmo ... vedrai che bello 

Ciao ragazzi alla prossima settimana con altre domande ... 

 

 

 

 

 

Scuola Materna di Caltrano

 

Procede con regolarità il cammino dei bimbi della Scuola Materna, anzi quando c'è un po' di sole 

si sente ancora il vociare dei bimbi che ci dà solo gioia ...

Prima di tutto ringraziamo la CONSULTA ANZIANI di Caltrano 

che ha voluto sostenere dei giochi, dei libri e degli attrezzi utili per la 

attività motoria dei bimbi alla Scuola ... GRAZIE  di cuore

 

Nello stesso tempo il COMITATO della SCUOLA MATERNA

informa che in occasione delle festività natalizie viene proposta su prenotazione una vendita

di preparati in barattolo

Le prenotazione vanno fatte entro il 10 dicembre presso la Scuola Materna, in Parrocchia o ai Genitori della Scuola. Basta lasciare nome e cognome e recapito telefonico.

Il ritiro dei barattoli avverrà poi in sala del Centro Parrocchiale 

DOMENICA 20 DICEMBRE

 

Un bel saluto a tutti e un augurio per un bel cammino di Avvento per accogliere Gesù salvatore.

 

La proposta del cammino di Avvento Natale

per i ragazzi e le loro famiglie.

Presentiamo qui di seguito la proposta che verrà affidata ai ragazzi e alle loro famiglie, per coltivare un bel momento di preghiera famigliare, lungo il tempo di Avvento ed il tempo di Natale, quindi fino alla solennità della Epifania.

Prima di tutto l'iniziativa che proponiamo impegna ragazzi e famiglie proprio per ribadire che la pandemia, con tutto ciò che comporta in questo periodo, non significa cadere nel vuoto, fare NULLA, NIENTE DI NIENTE ... C'è una lettera, per i Genitori, che verrà consegnata ai Genitori, insieme alla proposta per i ragazzi, proprio perchè prendano consapevolezza che questo tempo va vissuto in pienezza, grazie alla preghiera, alla riflessione famigliare intorno alla pagina del Vangelo e a dei piccoli ma concreti impegni quotidiani ... C'è una educazione alla fede che i Genitori sono chiamati in prima persona a consegnare e trasmettere: noi offriamo un aiuto e un sostegno.

 Concretamente abbiamo preparato un bel cammino a mo' di CALENDARIO, che però comprende il tempo di Avvento e quello di Natale, quindi fino alla Epifania.  Questo cammino verrà consegnato alla fine ...

IN CAMMINO INCONTRO A GESU' SALVATORE, sottotitolo Fioriranno il deserto e la terra arida.

Ogni ragazzi sarà chiamato a scrivere nei ciotoli che sono disegnati lungo il cammino il ritornello del salmo responsoriale che c'è per quel giorno ( se guardate nella home page del sito abbiamo inserito la possibilità di consultare la Parola di Dio del giorno ... quindi lì i ragazzi potranno trovare il ritornello del salmo ) L'impegno che chiediamo alle famiglie è quello di recitare insieme il salmo e leggersi con calma la pagina del Vangelo.  

Ogni settimana avrà poi un ulteriore impegno per i ragazzi. Già il sabato i ragazzi troveranno nel sito alcune domande a cui dovranno trovare risposta. Risposte che potranno avere grazie all'aiuto dei loro Genitori oppure cercando un po' qua un po' là ... Queste risposte poi dovranno essere comunicate quanto prima agli Animatori che saranno referenti per ogni gruppo.

Il sottotitolo: Fioriranno il deserto e la terra arida impegna i ragazzi in un altro versante.  In chiesa, davanti all'altare, come ogni anno verrà preparata la Natività con Gesù, Maria e Giuseppe. Lungo il tempo di Avvento, gli animatori prepareranno per i ragazzi un tutorial, grazie al quale i ragazzi a casa potranno preparare dei fiori, che di settimana in settimana, saranno posti nella sabbia, che sarà davanti all'altare.  A Natale così, attorno a GESU', ci saranno tanti fiori variopinti, di diverse forme, preparati dai ragazzi.

Desiderio è che le famiglie, ragazzi e Genitori, si impegni quotidianamente, per un bel cammino di Avvento e di Natale. Vorremmo raggiungere tutte le famiglie perchè tutte si sentano chiamate a pregare insieme, a coltivare il Natale di Gesù in famiglia e sentano la Comunità come presenza viva.

Sabato 28 novembre, ore 15.00, abbiamo invitato i Genitori a raccogliere questo lavoro insieme alla lettera che è stata preparata ... ci auguriamo che sia un buon cammino ...

 

Commento al Vangelo di Domenica 29 novembre 2020

Prima Domenica di Avvento

 

Con questa domenica inizia un nuovo Anno Liturgico ed entriamo nel Tempo di AVVENTO.

Avvento significa ATTESA.

Nell'antichità era il termine usato per annunciare alle popolazioni la visita di una persona molto importante, dell'imperatore o di un alto funzionario, in maniera tale da prepararsi in maniera consona a questa venuta.

Nel brano evangelico di questa domenica l'ultimo versetto è particolarmente significativo: quello che di a voi lo dico a tutti VEGLIATE.

Quindi è un invito rivolto non solo ai discepoli ma veramente a tutti, agli uomini di tutti i tempi, in particolare a tutti coloro che credono. Quale il senso di questo vegliare ?

E' una veglia densa di Speranza: il Cristo che è risorto, lo ha promesso tornerà nella sua gloria.  Ma nel frattempo questa vigilanza ci chiede di essere operosi all'interno della casa comune.  Così anche dentro la Chiesa stessa ognuno è chiamato ad abitare questa attesa mettendo a disposizione i talenti che ha ricevuto, proprio perchè dentro la Chiesa tutti abbiamo pari dignità, con funzioni diverse.  ( Lumen Gentium cap. 4 ) 

Solo così un tempo di attesa, nella laboriosità di ognuno diventerà tempo propizio: Tempo di Dio.  ( Pietro Dal Santo ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 22 novembre 2020

Solennità di Cristo Re dell'Universo

 

Siamo arrivati alla fine dell'anno liturgico passato in compagnia dell'evangelista Matteo.

Ora, in quest'ultima domenica, a un mese esatto dal Natale, pronti ad iniziare il cammino di Avvento, festeggiamo il nostro Re, ringraziandolo per averci accompagnato nel cammino di fede anche quest'anno.  Quando finisce un anno solare penso che noi tutti abbiamo l'abitudine di ripensare come abbiamo passato l'anno, alle cose che abbiamo o non abbiamo fatto, tirando le dovuto conclusioni.  

Ora anche Gesù nel vangelo di Matteo sembra tirare le conclusioni: ci chiede come noi viviamo il nostro cristianesimo.

In queste ultime domeniche ci sono state suggerite varie possibilità: olio da mettere nelle lampade, talenti da far fruttare e monete da restituire a Dio attraverso i nostri fratelli più bisognosi. Egli oggi ci chiede se questa sua Parola che abbiamo ascoltato si sia trasformata in pane per chi aveva fame, in accoglienza per chi era straniero, in vestiti per chi era nudo, in conforto per chi era malato, in visite a chi era carcerato.  L'essere cristiano, seguire Gesù, si concretizza col mettere in pratica queste cose.  Quando il Figlio dell'uomo ritornerà sulla terra non ci chiederà quante pratiche religiose abbiamo fatto, ma quanto abbiamo amato.

La cosa che mi commuove, delle cose ultime, è che Dio non mi giudicherà scorrendo l'elenco delle mie debolezze, ma quello dei miei gesti di bontà; non indagherà le mie ombre ma annoterà i semi di luce o il polline di bene che ho seminato.

Ogni donna, ogni uomo, di qualunque età, colore, identità sessuale, nazionalità, fede, reca in sè l'impronta di Dio; per questo deve essere accolta, rispettata, amata, custodita, difesa.

Ed è per questo che il Signore dichiara: Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questo piccoli, non l'avete fatto a me.

Dimenticare, emarginare, trascurare, offendere il prossimo, chiunque egli sia, fosse anche il peggiore dei criminali, significa dimenticare, emarginare, trascurare, offendere Dio e di questo dovremo rispondere personalmente.  ( Emilia ) 

 

MERCATINO della SOLIDARIETA'

Torna ad opera del Gruppo Missionario di Caltrano il Mercatino della Solidarietà. 

 

Sarà una esposizione in tono minore e più semplice, visto il tempo che stiamo vivendo, ma le volontarie si sono già messe all'opera.

Il mercatino sarà aperto sabato 28 novembre e domenica 29 novembre;

Sabato 05 dicembre e domenica 06 dicembre

Martedì 08 dicembre

Sabato 12 dicembre e domenica 13 dicembre

Gli orari sono al Mattino 8.00 - 12.00  Pomeriggio 15.00 - 19.00

Come ogni anno trovate lavori fatti a mano con tanta cura e tante idee per il Natale.

Per chi lo desidera si eseguono lavori su ordinazione e su misura.

Il ricavato sarà devoluto alla Scuola Materna di Caltrano.

 

 

Celebrazione del 50° di Fondazione del Gruppo  Adosalvi di Caltrano

 

C'era un po' di emozione nella voce di Luciana Sola quando riportava alla memoria il momento fondativo del Gruppo Adosalvi ... era il 1970 e si annotava nel registro delle donazioni che proprio nel primo giorno in cui si cominciò a raccogliere le donazioni di sangue si presentarono circa una 70 di persone.  Possiamo solo ringraziare per tutta questa storia di donazioni fatte per sanare e salvare persone. 

La pandemia ci ha costretto a vivere in tono minore questo momento ma non meno solenne e carico di emozione e di storia vera.  GRAZIE.

 

Storia e Territorio: Le Scalette di Camisino

 

Sono la più vecchia via di collegamento con Caltrano.

Non dobbiamo pensare ad un bella e larga strada con le scalette come si presenta a noi ora. In origine era un mulattiera, forse pavimentata con i sassi ( saliso ).  Nelle epoche antiche difficilmente transitavano carri trainati da animali, tutte le merci che si possono immaginare venivano trasportate a soma cioè sulla schiena degli animali, quasi tutti asini, e le salite erano solo salite, non importava quanto fossero ripide, pochi i muli e ancor meno i cavalli che appartenevano ai ricchi.

Con il passare dei secoli furono costruiti dei larghi e bassi scalini per circa un terzo della lunghezza nel tratto iniziale e altrettanto nel tratto finale verso Camisino, dove maggiore era la salita.  A fianco nel lato verso l'Astico un marciapiede senza scalini per il transito delle carriole.

Verso la metà dell'ottocento quando fu costruita la strada del Costo per l'Altopiano fu predisposta anche la strada attuale, le esigenze di trasporto di uomini e merci erano sempre maggiori e da allora le scalette divennero una scorciatoia per i pedoni.  Ricordo ancora che da bambino chiamavamo la strada NOVA l'attuale strada sotto le scalette.

 L'importanza delle Scalette era data soprattutto dalle fontane presenti tutt'ora, essenziali per la popolazione del tempo.  Salendo la fontana che si incontra per prima è la più recente, forse di fattura settecentesca con due vasche ai lati e sotto, a lato monte delle scalette un lavatoio di costruzione più recente, utilizzato fino agli anni sessanta per lavare il bucato, ma sempre scarso di acqua.

 

La fontana più vecchia invece è a metà percorso, la cui costruzione risalirebbe al 1300.  Originariamente non era così. Mio padre che lo aveva sentito dai vecchi, mi diceva che la sorgente era più interna di qualche metro sotto un covolo di roccia, ora alzando gli occhi si vedono i covoli poco sopra la fontana. ( noi li chiamiamo soji ).  Non sono altro che ghiaioni compressi dalla gran massa di centinaia di metri di ghiacciaio che diecimila anni fa circondava le nostre valli. 

D'inverno, durante il filò nelle stalle, i vecchi raccontavano, per impressionare i bambini, che qualche volta di notte nel covolo, vedevano la mascia con i masceti ... 

L'importanza dell'acqua favorì l'insediamento del primo nucleo abitato di Camisino, chiamato la Contrà del Covolo.  Infatti scavando per la costruizione delle case sono stati trovati antichi manufatti risalenti all'età del bronzo e del ferro, quali una macina in trachite, alcuni vasi in terra cotta e una punta di lancia in ferro: lo scrive Alessio de Bon in epoca fascista, appassionato scrittore delle storia veneta. 

 

Tornando alla nostra fontana le esigenze del tempo richiesero la costruzione di una vasca di pietra per abbeverare  gli animali.  Ricordo che da bambino con mio padre portammo le nostre due mucche perchè qualche volta mancava l'acqua sia quella dell'acquedotto come anche quella della fontana di Camisino.

L'acqua delle Scalette veniva utilizzata anche dalla Contrada della Valle dove dai primi anni del Seicento funzionava la fonderia delle campane di proprietà dei De Maria, trasferitasi Vicenza poi nel Settecento. Quanta storia di fame, pestilenze, guerre è passata per quelle Scalette e l'acqua continua a zampillare fresca e trasparente come un tempo ed è piacevole udire il suo scorrere passeggiando all'aria fresca  nelle sere d'estate.

Vidale Giuseppe.  

 

 

Malta, casoa e fraton ... 

ed ecco finita la parete 

con un lavoro sopraffino da mani esperte ... 

 

 

Ringraziamo la squadra cantiere edile che ha fatto in una giornata un lavoro molto fine ( c'è niente da fare ci sono i manovali e gli operai che sanno come si fa ... impara l'arte e mettila da parte ) 

Ora, a parete ultimata, quando si potrà metteremo mano alla scala per salire al piano superiore.  E' un primo passo per valorizzare uno spazio che ci sarà molto utile  e disponibile per tutti ... GRAZIE.

 

Commento al Vangelo di Domenica 15 novembre 2020

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario 

 

Questa penultima domenica del Tempo Ordinario ci affida una pagina del vangelo che conosciamo come la parabola dei talenti.  Ancora una volta è Dio che ci consegna il mondo, la vita, le relazioni ed allo stesso tempo ci chiede di non rimanere inerti e di far fruttare quanto ci è stato affidato.  Chi ha ricevuto 10, 5, 2, 1 talento è chiamato semplicemente a rimanere fedele a se stesso, a tutte le potenzialità che erano in se.

Il pigro è preso dalla paura che lo paralizza: l'unico suo pensiero è restituire il talento ricevuto. Sembra quasi che sia più preoccupato di evitare il male che di fare il bene.  Sta di fatto che alla fine il Signore riconoscerà ciò che con la nostra vita saremo riusciti a compiere. La nostra gioia sarà anche la sua quando avremo vissuto e condiviso in pienezza le potenzialità che erano in noi.

La nostra presenza è importante all'interno della famiglia, del lavoro, della scuola, della Comunità. Ognuno con la sua presenza, con il suo semplice servizio può veramente realizzare segni positivi che sono poi bene per tutti, bene comune.  

Carlo Acutis, da poco beatificato, scriveva:  Dio ha scritto per ognuno di noi una storia unca e irripetibile, ma ci ha lasciato la possibilità di scriverne la fine ... 

Oggi poi si celebra la Giornata Mondiale dei Poveri, voluta da papa Francesco nel 2017.  Mi piace riprendere alcuni pensieri espressi in quella circostanza, che oggi più che mai ci invitano ad essere operosi, ognuno secondo le proprie possibilità e potenzialità.

- Oggi più che mai tanta ricchezza si assomma nelle mani di pochi ed i poveri sono sempre di più. Purtroppo quante parole vuote a cui non seguono fatti concreti, con il rischio di cadere nella rassegnazione.  Eppure il comando di Gesù è molto chiaro.

- Se il mondo ci trascina con le sue lusinghe è pur vero che lo Spirito Santo di Dio suscita presenze che sono illuminanti con la loro testimonianza accanto ai poveri.

- Giornata mondiale dei Poveri per capire che la CONDIVISIONE è la via maestra per radicarsi nello spirito del Vangelo di Cristo.

- Condivisione e Fratellanza che ci chiede di lottare contro ogni forma di spreco o cultura dello scarto, e questo può essere impegno di tutti, indistintamente.

-  Pensiamo alla Preghiera del Padre Nostro: è la preghiera dei poveri: porta in sè la richiesta del pane, che esprime l'affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. ( Dorianna ) 

 

Commento al Vangelo di Domenica 08 novembre 2020

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

In questa domenica Gesù paragona il Regno dei Cieli a 10 vergini che con la loro lampada ad olio attendono lo sposo: cinque però sono vergini sagge ed aspettano con una riserva d'olio mentre 5 vergini sono stolte perchè non si preoccupano della possibile mancanza d'olio.

E' una parabola che ci esorta a vegliare, a stare pronti, ad aspettare l'arrivo di Dio.  Sappiamo però quanto sia difficile attendere, specialmente quando l'attesa non è chiaramente quantificata. E così capita che ci si addormenti perchè si è stanchi di aspettare, perchè si è sfiduciati, perchè si è perso il coraggio di aspettare ancora, perchè si è superficiali.   Sicuramente anche la nostra Comunità sperimenta questa stanchezza nell'aspettare, questa difficoltà nel vegliare, specialmente in questo periodo in cui si fa fatica a vivere vicini e in contatto gli uni con gli altri.

Nella parabola ci sono anche altri simboli molto forti: la lampada e l'olio.

La lampada ovvero la luce. Molte volte nel vangelo Dio ci esorta ad essere luce per il mondo, evidenzia che la lampada non deve restare nascosta ma deve essere visibile in modo da rischiarare il cammino ed aiutare chi si trova in difficoltà.  E' una missione forte ed importante che ci viene affidata e che ci chiama a grande responsabilità.  C'è poi l'olio.  Altro simbolo che permea la nostra fede, usato nei sacramenti, elemento usato per ungere e consacrare, segno potente di forza contro il male.  L'olio che risulta indispensabile per tenere accesa la nostra luce, un nutrimento continuo senza il quale la lampada si affievolisce.  

Credo che la parabola ci inviti a prenderci cura della luce che ci è stata affidata, ad affrontare le difficoltà grazie alla conoscenza, alla amicizia che giornalmente coltiviamo con Dio senza spaventarci dei momenti di stanchezza e di sonno che sono connaturali al nostro essere.

Rubrica: Eventi e Territorio.

Il 4 novembre 

Giornata dedicata alla Unità Nazionale 

e al ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita 

per la Patria.

Il 04 novembre 1918 veniva firmato l'armistizio che poneva fine alla Grande Guerra.  

Il 04 novembre 1921 nell'Altare della Patria a Roma veniva deposto il MILITE IGNOTO a perenne memoria di tutti coloro che avevano versato il loro sangue per la Patria italiana.

 Tornano così alla memoria tanti fatti che hanno segnato anche il nostro territorio. In particolare segnaliamo un ricordo che ci viene riportato dal nostro Vidale Giuseppe. A sua memoria, ci indica un masso, dove era scolpito in rilievo uno stemma ( due cannoni incrociati con una fiamma al centro ) dell 83° artiglieria.  Siamo in piena curva sulla strada che va da Camisino a Calvene, sotto la strada di Rigola. Lo stemma scomparve ( purtroppo )  nei primi anni 60 quando si procedette alla asfaltatura della strada. 

Il mio prozio Vidale don Bortolo, parroco di Salcedo per 45 anni, scriveva nel suo diario, a riguardo della Prima Guerra Mondiale, di un grande cannone posto sui campi di Camisino dei signori Bellegarde alle Corone, in località Fontanelle.   In realtà venni a sapere, dai vecchi ancora presenti, che i cannoni erano almeno tre. Uno era situato presso la Val Gavaldini, un altro era situato a metà del rettilineo sui campi di sotto ed il terzo appunto era menzionato sui campi dei Bellegarde, di cui i proprietari oggi sono i Zanocco.  Di questo esiste anche una foto ed era un obice da 305.  Venivano forniti di proiettili  da una ferrovia a scartamento ridotto posta a lato della strada che partiva da Calvene.  L'intenzione era chiaramente quella di colpire le linee nemiche che erano in Ortigara ... ( poi si parla anche di fuoco amico ... )  

 

   

Chissà quale boato quando questi cannoni sparavano, puntando verso la montagna... Ricordi.  Oggi preferiamo pensare che questi spazi ci siano utili per ritrovare un po' di quiete e serenità e perchè no ... un bel cesto di chiodini... A parte tutto:  saremo mai capaci di costruire una storia nuova fondata sulla Pace e sulla Fraternità... 

 

Iniziamo una rubrica settimanale

di carattere storico culturale, fatta di piccoli eventi, ricordi, memorie

legate al nostro territorio.

Il pozzo di Nardo e la cura dell'acqua.

Monsignor Zanocco un giorno trova nell'archivio del Conte Capra di Carrè, un lunghissimo rotolo relativo ad una compravendita di case e campi e addirittura due montagne a Caltrano.  Questa compravendita è datata 1377.  Il venditore è un tale Marcabruno di Castelbarco in Val Lagarina.  Un suo antenato fu vicario imperiale a Vicenza con gli Scaligeri: questo spiega il possesso di questi ingenti beni che vengono posti in vendita.  Fra i nomi dei compratori figura il nome di un certo Antonio di Nardo. Questo ci da modo di individuare almeno un campo.  Effettivamente in fondo a Camisino esiste ancora un manufatto a forma di arco, in pietra ben scolpita, chiamato il POZZO di NARDO.  Ora è stato abbandonato dalla incuria degli uomini e del tempo.  A suo tempo però era una sorgente d'acqua ben strutturata in muratura, profonda circa 3 metri, costruita così per salvarla dal cedimento della riva soprastante.

Quante volte ci capita di passargli velocemente davanti e nemmeno ci accorgiamo di questo sito che appartiene alla nostra storia e quale custodia c'era per nostra sora acqua ... ( By Giuseppe Vidale ) 

                                                                                                                    

 

 

 

A tutti una buona settimana, Don Lauderio